Il caso marò è pronto ad aggiornare la lista di eventi che si sono succeduti negli ultimi quattro anni, ossia da quando Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono stati arrestati in India per aver sparato e ucciso due pescatori. Questo venerdì infatti – il 15 gennaio dunque – scadrà il permesso con cui a Latorre è stato concesso di restare in Italia per curarsi dall’ictus che lo ha colpito nel 2014, mentre si trovava in India.

Scaduto il permesso, Latorre dovrebbe dunque tornare in India, con la speranza poi che la vicenda marò possa presto concludersi in qualche modo. Contro il suo rientro in India si sta però battendo, fra gli altri, il partito Forza Italia. Il capogruppo in Commissione Difesa alla Camera Elio Vito ha infatti scritto una lettera al presidente Garofani, affermando che sarebbe inaccettabile nonché improponibile che Latorre debba tornare in India. Nella lettera si chiede inoltre che un rappresentante del governo (preferibilmente la Ministra della Difesa Roberta Pinotti) comunichi nella riunione del prossimo 13 gennaio le decisioni che il governo Renzi intende prendere al riguardo. In effetti il governo sembra non essersi ancora espresso in merito alla scadenza del permesso di cui ha potuto beneficiare Latorre.

A quanto pare la giornata cruciale sembra essere proprio quella di domani, 13 gennaio, anche perché proprio domani la Corte Suprema indiana si riunirà per decidere sulla scadenza del permesso del marò.

In teoria potrebbe anche accadere che Latorre possa rimanere ancora in Italia: in ballo, infatti, c’è la decisione del Tribunale del diritto del mare di Amburgo, che ha congelato qualsiasi procedura giudiziaria fino alla comunicazione del proprio lodo arbitrale sulla faccenda. Se la Corte Suprema indiana deciderà di attendere il lodo arbitrale, Latorre potrebbe restare in Italia molto probabilmente.