È finita nel sangue la rabbia accumulata da un marocchino residente vicino Bergamo nei confronti della moglie, accusata dall’uomo di avere comportamenti troppo “occidentali”, contrari alla religione musulmana. La donna, una marocchina di 50 anni, è stata accoltellata dal marito 59enne all’interno della loro abitazione a Mozzo. L’uomo, in preda alla follia, si è accanito contro la moglie colpendola più volte alla schiena, alla pancia e al petto. Le ferite riportate dalla donna fortunatamente non sono state fatali. L’intervento tempestivo di un vicino attirato dalle urla ha salvato la vita alla donna. Il marocchino è stato arrestato e ora dovrà rispondere di tentato omicidio davanti alla giustizia italiana.

Dalla ricostruzione effettuata dagli inquirenti in base al racconto della vittima è emersa una lunga storia di abusi e maltrattamenti. L’uomo minacciava da anni la moglie, trattandola come una serva e intimandole di cucinare per i suoi amici della moschea ogni domenica. Proprio frequentando assiduamente il luogo di culto secondo la donna il marito avrebbe iniziato a radicalizzarsi, diventando sempre più violento e vergognandosi di lei se usciva a volto scoperto e incontravano dei frequentatori della moschea o se salutava amici e conoscenti all’”occidentale” con un bacio sulla guancia.

L’uomo minacciava la moglie anche davanti ai tre figli. I familiari hanno rivelato agli inquirenti un episodio raccapricciante avvenuto durante l’uccisione di una pecora. Mentre il marocchino sgozzava l’animale rivolto alla figlia che lo stava riprendendo con una videocamera ha emesso una sentenza di morte per la moglie: “La prossima a essere sgozzata sarà tua madre”.

Stanca dei continui soprusi e delle violenze psicologiche la donna aveva deciso di chiedere il divorzio. Una decisione che ha mandato su tutte le furie l’uomo, incapace di accettare la separazione. Il marocchino ignorando le volontà della donna in ritardo per il lavoro una mattina avrebbe preteso un rapporto sessuale e davanti al rifiuto della moglie avrebbe afferrato un coltello colpendola ripetutamente. Come ha raccontato la donna in tribunale il marito malgrado le intimidazioni non è riuscito nel suo intento:

Io sono nata musulmana, ma non sono mai stata molto praticante: mi ha conosciuto così e voglio restare così, lo trovo giusto. Preferisco farmi uccidere che vivere una vita come vuole lui.