Si sono chiuse le indagini nei confronti di Roberto Maroni riguardo a due suoi presunti favoritismi, ma i guai giudiziari per lui non sembrano giunti al termine. La Procura di Milano pare infatti intenzionata a un rinvio a giudizio nei confronti del governatore della regione Lombardia.

Il pm della Procura di Milano Eugenio Fusco ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini e gli atti riguardanti il caso di Roberto Maroni. A questo punto, dopo che saranno decorsi i 20 giorni di tempo per le controdeduzioni da parte della difesa, Fusco sembra intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio. Un eventuale processo potrebbe significare un bel problema per Maroni e una condanna in primo grado, per via della legge Severino, potrebbe togliergli la poltrona da governatore.

Maroni era sotto indagine poiché nel maggio del 2014 avrebbe chiesto ai vertici di Expo che la società si accollasse i costi di partecipazione della sua ex collaboratrice al Ministero dell’Interno Maria Grazia Paturzo. Secondo la Procura esisterebbe “una relazione affettiva” con la donna e ciò avrebbe causato un reato di “induzione indebita a promettere utilità”.

Secondo le accuse della Procura, Roberto Maroni avrebbe agito in concorso con il suo capo della segreteria Giacomo Ciriello per indurre il direttore generale di Expo, Cristian Malangone, a promettergli in maniera indebità l’utilità delle spese della Paturzo in una trasferta in Giappone. Un viaggio che venne poi successivamente cancellato dallo stesso Maroni e quindi il danno arrecato alle casse dello Stato si limiterebbe a poche centinaia di euro, corrispondenti alla trattenuta per la prenotazione dell’hotel di Tokyo.

Il secondo capo d’accusa nei confronti di Maroni è quello di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, che portò a presunti altri favoritismi nel confronti di un’altra sua ex collaboratrice, Mara Carluccio.

Roberto Maroni, presente a una conferenza insieme al neo governatore della Liguaria Giovanni Toti, ha commentato la chiusura delle indagini, dichiarandosi tranquillo per quanto riguarda il futuro: “Finalmente dopo un anno le indagini si chiudono, era ora. Se per una sciocchezza come questa ci vuole un anno poveri noi. Io sono tranquillissimo, nella mia vita non ho mai fatto pressioni, neanche per amici, figli o parenti”.

Maroni ha inoltre dichiarato di “essere colpevole solo di un cosa, di aver fatto risparmiare soldi alla Regione”, poiché a Tokyo: “ho mandato il vicepresidente Mantovani che ha viaggiato con 4 anziché 6 persone”.