Doccia gelata questa mattina per Roberto Maroni. Il governatore della Lombardia si è visto rifiutare la sua richiesta di tenere il referendum riguardante l’autonomia della sua regione nello stesso giorno delle prossime elezioni comunali, previste per il 5 giugno.

Niente da fare quindi per Roberto Maroni, che però promette di proporre il referendum nel corso del prossimo autunno, quando insieme alla Lombardia potrebbero unirsi anche il Veneto guidato da Luca Zaia della Lega Nord e la Liguria attualmente governata da Giovanni Toti di Forza Italia.

Maroni ha annuciato attraverso il suo profilo Facebook la brutta, almeno per lui e per i suoi sostenitori, notizia: “Proprio come temevo, questa mattina da Roma mi hanno confermato la brutta notizia: il governo ha respinto la mia richiesta e quindi la Lombardia non potrà tenere il referendum sull’autonomia assieme alle elezioni amministrative di giugno”.

Roberto Maroni ha colto l’occasione per attaccare in maniera dura il presidente del Consiglio: “Una decisione assurda, imposta da Renzi e dal suo partito (vero ministro Martina?). Renzi vergogna!”.

Maroni assicura comunque: “Il referendum lo faremo certamente in autunno e chiederò a Veneto e Liguria di unirsi alla nostra grande battaglia per l’autonomia e la liberazione fiscale”.

Il quesito del referendum proposto da Maroni è il seguente: “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”.

Il referendum sull’autonomia fiscale della Lombardia richiesto da Roberto Maroni potrebbe avvenire per la prima volta attraverso una consultazione realizzata e gestita attraverso una modalità elettronica, sia per quanto riguarda le operazioni di voto che per gli scrutini. Inoltre, al contrario dei referendum di livello nazionale, in quelli regionali di questo tipo non è previsto l’obbligo del raggiungimento di un quorum.