All’interno della delicata questione dell’immigrazione dal Nord Africa alle nostre coste si è inserito nelle ultime ore Roberto Maroni. Il governatore della Lombardia minaccia infatti di effettuare dei tagli economici nei comuni dei sindaci della sua regione che accoglieranno i clandestini.

L’ipotesi avanzata da Maroni è destinata a far molto discutere e anzi lo sta già facendo. L’ex segretario della Lega Nord e attuale presidente della regione Lombardia ha dichiarato: “Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza”.

Le parole di Maroni hanno scatenato subito le reazioni più varie. Riguardo al problema dell’immigrazione, il premier Matteo Renzi ricorda al governatore della Lombardia che: “qualcuno di loro era al governo quando si sono scritte le regole che non stanno funzionando”. Renzi ha poi aggiunto che l’Italia “ha scelto una strategia, e Maroni dovrebbe saperlo, che ha portato agli accordi di Dublino e alle attuali regole che non sono capaci di dare soluzioni, perchè lasciano l’Italia da sola. […] Mi piacerebbe che tutti riconoscessero che il problema dell’immigrazione è una sfida di tutto il paese e cercassero di aiutare a risolvere il problema invece di lucrare mezzo voto. Noi siamo disponibili a cercare una soluzione anche con chi fa demagogia”.

Risponde con ironia a Maroni il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino: “Mi sembra evidente la strumentalità politica di Maroni sull’immigrazione e forse bisognerebbe avvertirlo che la campagna elettorale è finita”. Chiamparino sostiene poi che: “un’eventuale interruzione dei trasferimenti ai Comuni sarebbe oggetto di innumerevoli ricorsi” e che: “se Maroni insiste con questa iniziativa dovrebbe essere lo Stato a tagliare i finanziamenti alla Lombardia”.

Su Facebook utilizza parole ancora più pesanti l’assessore milanese alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino: “Maroni è un pagliaccio”.

Le dichiarazioni di Maroni hanno invece trovato l’appoggio da parte degli altri rappresentanti del centrodestra. Il confermato presidente del Veneto Luca Zaia al Corriere della Sera dice: “Siamo alla follia, con un governo inadeguato che sui documenti ufficiali ci invita a gestire ‘la fase acuta’ dell’immigrazione. Quando invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica. Smettiamola con l’illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico. [….] Le vite umane si salvano, senza se e senza ma, non si discute” però “in Veneto abbiamo 514 mila immigrati regolari, pari a quasi l’undici per cento della popolazione. Di questi, 42 mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Basta”.

Ad appoggiarlo c’è anche il neo eletto governatore della regione Liguria Giovanni Toti: “Noi non accoglieremo altri migranti come fanno Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta, il provvedimento di Maroni di oggi è legittimo. Io non lo posso ancora fare perchè non sono ancora in carica”.