L’ultima idea di Roberto Maroni è quella di trasformare le attuali 12 province in cui è suddiviso il territorio della Lombardia in otto cantoni – sul modello svizzero. Ci sarà il cantone della montagna (che dovrebbe comprendere la Provincia di Sondrio e un pezzo di provincia di Brescia Como e Lecco), il cantone Brescia (che dovrebbe comprendere l’attuale provincia di Brescia, meno la parte montana), il cantone Valpadana (che dovrebbe comprendere la provincia di Crema e Mantova), il cantone metropolitano (che dovrebbe comprendere la città metropolitana di Milano e la provincia di Lodi); il cantone Bergamo (che dovrebbe comprendere la provincia di Bergamo); il cantone Insubria (che dovrebbe comprendere la provincia di Varese e parte della provincia di Como) ed infine il Cantone Brianza (che dovrebbe comprendere Monza con parte della provincia di Lecco).

Il governatore lombardo non ha dubbi: “La Lombardia anticipa sempre tutti e anche questa volta, vogliamo essere noi ad avanzare una proposta al governo“. Non esclude nemmeno la possibilità di mettere mano anche alla legge elettorale regionale, che attualmente si basa proprio sulla suddivisione in province. L’idea di Maroni sarebbe quella di concentrare a livello dei cantoni tutte le competenze di regione, ex province e comuni. E per meglio definire la sua proposta ha istituito un comitato di esperti presieduto da se stesso e formato da professori universitari, rappresentanti degli enti locali e delle Camere di Commercio.

Sulla creazione dei cantoni l’opposizione si è divisa. Il capogruppo del Partito Democratico in regione Enrico Brambilla e il segretario regionale Alessandro Alfieri hanno affermato che “il Pd lombardo con i suoi rappresentanti istituzionali è pronto a fare la propria parte. L’apertura di Maroni a ragionare in questa direzione è positiva e speriamo che indichi un cambio di atteggiamento del suo partito, a partire dal segretario Matteo Salvini, nei confronti delle riforme volute dal governo. L’obiettivo di tutti deve essere quello di cogliere l’opportunità di semplificare i livelli amministrativi, rendere più efficace la pubbblica amministrazione e sostenere al meglio la ripresa del nostro sistema economico“.

Di ben diverso avviso è il Movimento cinque stelle. Per il capogruppo grillino al Pirellone Stefano Buffagni :”A Roma la Lega fa finta opposizione al governo sulle riforma costituzionali mentre a Milano Maroni è già pronto a istituire altri baracconi che vorrebbe chiamare cantoni. Non sappiamo se le province saranno davvero cancellate che già sentiamo parlare la solita politica incapace di sbarazzarsi della logica dei carrozzoni amministrativi“. da rilevare anche la fredda reazione del capogruppo della Lega in Regione Massimiliano Romeo: “Per noi la priorità resta il referendum sull’autonomia. Se si tratta di approfittare della riforma per semplificare va bene, ma a patto di non disgregare le strutture. Nella Lega c’è una forte corrente di pensieri che ad esempio preferirebbe che lo schema delle aree vaste restasse quello delle vecchie province“.