Mars One sarebbe solo una gigantesca presa in giro? L’ambiziosa missione spaziale olandese, la cui idea era stata lanciata in orbita nel 2013, aveva raggiunto oltre 200.000 adesioni provenienti da più di 140 paesi del mondo e aveva dato persino il via al progetto di un reality show, ma adesso è stata fortemente contestata.

Ad alimentare dubbi nei confronti dell’operazione Mars One, che promuove la colonizzazione di Marte a partire dal 2023, è un astrofisico del Trinity College di Dublino, Joseph Roche, che è anche uno dei cento finalisti che prendono parte al progetto.

Joseph Roche ha espresso al Guardian tutte le sue riserve verso Mars One. Per prima cosa, Roche critica il metodo di selezione dei partecipanti, che secondo lui: “Non è abbastanza rigoroso per raggiungere gli standard richiesti dai programmi spaziali tradizionali”.

Joseph Roche sostiene inoltre che molti candidati avrebbero acquistato l’ammissione alle fasi finali della selezione: “Quando ti unisci alla “Mars One community”, il che succede automaticamente se fai domanda di candidatura, cominciano ad assegnarti un punteggio. Si ottengono altri punti superando le selezioni (un numero arbitrario di punti, non c’è una classifica vera e propria). Successivamente, l’unico modo per accumulare punteggio è comprare il merchandising di Mars One o donare direttamente denaro”.

Parlando con lo statunitense Medium, l’astrofisico ha poi dichiarato di non aver mai incontrato di persona nessuno di Mars One e ha dichiarato che: “Inizialmente avevano detto che ci sarebbero stati dei colloqui locali… Avremmo viaggiato fin lì, saremmo stati intervistati e testati per diversi giorni, e nella mia mente questo sembrava qualcosa che si avvicinava a un normale processo di selezione di un astronauta. […] Hanno fatto firmare un accordo di non divulgazione a chi voleva eseguire il colloquio e in pochi giorni l’intervista è passata dall’essere un adeguato colloquio locale a una chiamata di dieci minuti su Skype”.

Le pesanti critiche operate da Joseph Roche si vanno ad aggiungere alle perplessità espresse dal premio Nobel Gerard ’t Hooft, inizialmente entusiasta nei confronti della missione, ma che poi ha manifestato i suoi dubbi sulla realizzabilità della tabella di marcia che prevede la partenza per Marte nel 2023. L’obiettivo di Mars One sarebbe quello di colonizzare il pianeta, fondando una colonia abitativa al ritmo di quattro astronauti l’anno, per un totale di 24 umani.

La replica di Bas Lansdorp, il CEO di Mars One, non è tardata ad arrivare: “Ci sono molti finalisti che non hanno donato denaro a Mars One. E ci sono molti candidati che non sono arrivati in finale pur avendo eseguito parecchie donazioni. Le cose non sono connesse, e chi afferma il contrario è un bugiardo”.