Nove persone in tutto, tra medici e infermieri dell’ospedale Borsellino di Marsala, sono finite nel registro degli indagati per omicidio colposo della Procura in seguito alla morte di un uomo. La vittima del presunto caso di malasanità è Nicolò Giacalone, 65 anni, deceduto lunedì scorso dopo essere stato trasportato in pronto soccorso per una forte febbre. A sporgere denuncia è stata la figlia dell’uomo, Sabrina. Secondo la testimonianza dell’Asp di Trapani “Il paziente è stato trattato in maniera professionale fino al decesso“.

Più nello specifico, la morte risale alle 19,30 di lunedì 10 agosto, circa dieci ore dopo l’arrivo di Giacalone al pronto soccorso, trascorse inspiegabilmente tra attesa e accertamenti diagnostici. Come accertato, oltre alla febbre, il 65enne aveva anche la pressione molto bassa. L’Asp di Trapani puntualizza che al pronto soccorso “erano di turno 4 medici” e che il paziente era “affetto da febbre” e per questo motivo era “da circa tre giorni in terapia con antibiotici prescritta dal medico di famiglia, senza risultato“.

Il paziente – prosegue l’Asp – era un iperteso diabetico ed era stato affetto da ictus, uno avuto 20 anni prima e uno nel dicembre 2014 che lo aveva costretto a letto, oltre che da una vasculopatia diabetica che aveva portato nel maggio 2015 all’amputazione dell’arto inferiore destro“.

La Tac – continua il referto dell’Asp – effettuata intorno alle 13.30, riscontrava una grave patologia bronchiolitica diffusa a tutto il polmone e una polmonite basale destra e quindi il paziente veniva avviato al ricovero in pneumologia, stazionando in pronto soccorso sino alle 17 (fino a che il posto si sarebbe liberato), con la terapia antipiretica, i fluidi, la terapia prescritta dallo pneumologo. Verso le 17.30, liberato il posto letto, il paziente veniva accolto in pneumatologia. Intorno alle 19 entrava in shock; veniva chiamato l’anestesista e veniva intubato, ma decedeva intorno alle 19.30″. Ora si rimane in attesa dell’esito dell’autopsia richiesta dalla Procura di Marsala.

L’Asp conclude poi aggiungendo che “la figlia del paziente aveva aggredito prima verbalmente e con ingiurie diversi sanitari, e fisicamente l’anestesista, che ha presentato denuncia per aggressione e maltrattamenti oltre che per diffamazione“.