Ho un amico che sta pensando di andare a vivere in Svizzera. “Roccia, io vado…”. Ho un cugino che ha mollato tutto per andare a vivere in Spagna. “Dai, qua non mi trovo più, Silvio…”. Insomma, i ragazzi fanno le valigie. E fanno bene. Sia chiaro.

Ma un futuro c’è. Io l’ho visto. Perché ho conosciuto una 18enne con le idee chiare. Una che studia e già valuta le opportunità per il futuro. Una ragazza con la testa sulle spalle. Perché ho parlato con un ragazzo di 25 anni che ha più progetti alle spalle (e davanti agli occhi) di tanti 30enni laureati figli di papà che pensano solo a dove andare in vacanza.

Sì, un futuro c’è. E l’ho visto negli occhi di Martina Giangrande (leggete anche cosa scrive Valentina Castelli). Occhi pieni di lacrime. Tutte dentro. Chiuse a chiave. Perché il dolore è solo di chi lo vive. Fuori solo la dignità di ragazza di 23 anni che ha perso la mamma da poco ed ora si ritrova a vivere un’altra brutta situazione.

Tono pacato. Fermo. Interrotto solo dalla voglia di piangere. Ma non l’ha fatto. Neanche una volta. Un discorso chiaro. “Ho lasciato il lavoro per mio padre. E’ doveroso”. Dignità. Poi una frase da scolpire sul muro del pianto di questo Paese in malora: “Spero che questo incidente possa far capire un po’ di cose a tutti. Che possa far riflettere. Le cose possono migliorare. Sono giovane e spero in un mondo migliore, come dicono le miss nella Pace nel mondo”. E’ riuscita anche a sorridere Martina. E’ riuscita a fare una battuta. E mi ha fatto piangere.

Grazie Martina. Ho visto il futuro nei tuoi occhi. Gli occhi di chi questo Paese non lo vuole abbandonare. Di chi ci crede ancora. Tutti quelli che hanno portato l’Italia nel baratro ascoltino le sue parole. Più di una volta. E poi le chiedano scusa.

Silvio De Rossi su @Twitter@Facebook

n.b.
Blogger Inside è una rubrica nonsense, nata senza un senso (appunto, nonsense) apparente. Chiedo scusa a tutti quelli che hanno le idee sempre (troppo) chiare. Peace.