Rompe il silenzio Massimo Giuseppe Bossetti a distanza di un mese dalla sentenza di primo grado che lo ha condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Attraverso una lettera pubblicata dal settimanale Oggi, il presunto assassino urla tutto il suo rammarico per la recente sentenza e chiede giustizia.

Bossetti: fiero di non aver venduto la mia innocenza

Sono deluso e amareggiato di fronte a tutta questa ingiustizia. Mi vergogno altamente di essere italiano, ma resto molto fiero di non aver venduto la mia innocenza.

Questi i passaggi più rilevanti venuti fuori dalle anticipazioni rilasciate dal giornale prima della pubblicazione integrale della lettera che avverrà nei prossimi giorni. Non è la prima volta che Oggi dà voce al muratore di Mapello. Già nei mesi precedenti alla condanna, la rivista aveva pubblicato le lettere che Massimo Bossetti aveva scritto ai suoi familiari. Scritti molto toccanti nei quali ammetteva persino di aver pensato al suicidio in carcere.

In seguito alla sentenza di primo grado invece si è dimostrato più combattivo, ha trovato la forza di lottare per tentare di ribaltare il giudizio nel successivo processo d’Appello, anche grazie al sostegno che gli hanno dato i suoi figli. La dimostrazione di questa ritrovata grinta si riscontra nella firma in calce alla missiva: “Vostro Guerriero Massy”, e nelle parole con le quali Bossetti conclude:

Abbraccerò e sosterrò con forza, dignità sempre a testa alta questa pesante e ingiusta mia croce e soprattutto non mollerò mai fino alla fine ma la porterò con molto coraggio, quel coraggio che mai potrà mancare agli innocenti.

Bossetti si è sempre proclamato innocente sin dai primi istanti del suo arresto. Secondo i suoi avvocati difensori non ci sono prove sufficienti a incastrarlo “oltre ogni ragionevole dubbio”, come recita il codice penale, nemmeno la tanto contestata prova del Dna che secondo i legali del muratore non sarebbe nemmeno ammissibile nel processo perché non ripetibile.