Il Nuovo Centrodestra da quando è stato eletto Matteo Renzi come nuovo segretario del Partito Democratico è sempre più ai margini nella politica italiana.

Ad Angelino Alfano, leader del nuovo partito dopo l’addio al Pdl e il no all’entrata in Forza Italia, il compito ogni volta di marcare la differenze tra il suo movimento e la sinistra. Questa volta il vice premier e ministro degli Interni ha tenuto le distanze su due temi al centro delle chicchere, perché i temi caldi sono la riforma elettorale e le tasse, politiche: Matrimoni gay, immigrazione e legalizzazione della cannabis.

“Se propongono il matrimonio gay ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate e denunciandolo all’opinione pubblica. Siamo in un governo con la sinistra, ma è sufficiente leggere la rassegna stampa delle ultime 96 ore per rendersi conto che se non ci fossimo noi, la sinistra riterrebbe normale legalizzare la canna, i matrimoni e le adozioni ai gay e spalancherebbe le frontiere. Questo è il riformismo della sinistra, il loro universo valoriale”, ha dichiarato il ministro dell’Interno alla presentazione del libro ‘I moderati’. “Siamo al governo per fare scudo a delle cose che la sinistra farebbe se non ci fossimo noi che crediamo che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna. Siamo i riformatori di un campo alternativo alla sinistra. Sappiamo quello che c’è da riformare e quello che c’è da conservare”, per concludere, e vendicarsi delle quotidiane critiche che riceve, Alfano ha voluto anche commentare il Job Act lanciato da Matteo Renzi nei giorni scorsi con un laconico: “E sempre la stessa vecchia zuppa”.