L’apertura di Angela Merkel degli scorsi giorni ha portato a un traguardo storico in Germania: con 393 voti favorevoli, 226 contrati e 4 astenuti il Bundestag ha infatti approvato a maggioranza i matrimoni gay, equiparando dunque le unioni omosessuali ed eterosessuali.

La svolta è arrivata dopo che la Merkel, che pure ha votato “no” insieme al capogruppo Volker Kauder, ha lasciato libertà di voto al suo partito, la Cdu, determinando così una confluenza decisiva che ha visto Spd, Linke e Grunen arrivare alla maggioranza.

La cancelliera ha giustificato la propria decisione poco prima del voto personale: “Per me il matrimonio è fondamentalmente un’unione fra uomo e donna, e per questo ho votato contro”.

Il cammino giuridico della Germania in questo senso è stato graduale. Da anni infatti esistono le “eingetragenen Partnerschaften”, ovvero le unioni civili (come in Italia del resto), ma era stata sempre la Merkel a frenare su una equiparazione tra unione omo ed eterosessuale.

Ecco perché la mossa a sorpresa di un paio di giorni fa ha spiazzato tutto l’elettorato e la politica tedesca, di fatto rendendo nulla una delle battaglia portate avanti dalla Spd durante la campagna elettorale.

Di fatto si prospetta in questo modo una potenziale alleanza tra Socialdemocratici, Verdi e Partito Democratico Libero e la CDU alle prossime elezioni di settembre, in quanto i suddetti partiti avevano dichiarato che per avviare una coalizione sarebbe stato indispensabile un accordo sui matrimoni gay.