Rivoluzione civile anche a Malta, formalmente uno Stato in cui la religione cattolica è molto presente: il matrimonio gay è stato infatti legalizzato con un votazione praticamente unanime (un solo parere contrario su 67).

Il Parlamento ha dunque approvato la normativa fortemente voluta dal governo laburista, che ha incontrato l’opposizione strenua da parte della Chiesa. In questo modo, come ha spiegato la ministra per le Uguaglianze Helena Dalli, l’istituto viene esteso a tutte le coppie adulte consenzienti.

Una mossa davvero sorprendente, se si pensa che l’Isola abitata da meno di 500mila persone ha dismesso il divieto di divorzio fin nel 2011 e l’aborto è ancora illegale. Già nel 2014, però, il Paese aveva visto l’introduzione delle unioni civili come esistono oggi in Italia.

Pesanti gli attacchi portati avanti dalla chiesa, nella persone dell’arcivescovo Carlo Scicluna, che in un’omelia ha paragonato l’unione omosessuale a quella tra una carruba e un’arancia: “Il matrimonio, qualunque cosa dica la legge, resta un’unione eterna esclusiva tra un uomo ed una donna”. Anche l’unico voto contrario è stato quello del deputato nazionalista Edwin Vassallo, che ha motivato la sua scelta per l’incompatibilità della legge e la fede cattolica.

Nella normativa è prevista anche la possibilità di adozioni, in realtà già introdotte con per i genitori omosessuali con le unioni civili. Numerosi i cambiamenti lessicali nei documenti ufficiali, tra cui quello più importante riguarda le coppie lesbiche con figli avuti tramite fecondazione artificiale: a seconda dei casi i due genitori sono denominati “persona che da’ alla luce” e “altro genitore”.

Ma la legge prevede anche un cambiamento che riguarda il matrimonio in generale: all’interno della coppia ci sarà liberà di scelta del cognome da adottare dopo il matrimonio.