Non ha ancora avuto modo di prendere di suscitare clamore, ma il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha già preso una decisione che lo ha reso – le virgolette sono d’obbligo – il “Presidente del popolo”.

Il giurista palermitano ha infatti reso noto che insieme alla sua equipe sta studiando un modo per aprire al pubblico il suggestivo complesso del palazzo del Quirinale, di ampliarne le zone visitabili e di rendere possibile l’allestimento di mostre temporanee e permanenti.

Durante la presentazione di una  mostra nel Salone dei Corazzieri Mattarella ha definito il Quirinale “un luogo simbolo della cultura e della storia degli italiani; è un palazzo che ha accompagnato la storia d’Italia e che continua, giorno dopo giorno, ad accompagnarla come sede della Presidenza della Repubblica.

Desiderio di acuire l’orgoglio civico dei cittadini, nonché una sana volontà di mostrare i luoghi storici e del nostro Paese ai turisti stranieri: sono le motivazioni che hanno spinto il dodicesimo Presidente della Repubblica a estendere il periodo di visita del Quirinale, fino a oggi percorribile parzialmente solo in alcune domeniche.

Il Palazzo del Quirinale, edificato a partire dal 1583, è stato a lungo residenza stabile dei Papi, accumulando tesori artistici senza pari. Rappresentativo di una certa contraddizione tutta italiana, il complesso è il 6° palazzo più esteso al mondo e anche la più grande sede abitativa di un capo di stato.

Mattarella, che ancora non ha avuto modo di pronunciarsi su alcuna risoluzione politica importante, è però stato protagonista negli ultimi giorni di alcuni gesti significativi. È stato infatti colui che ha gettato luce sul terribile caso di malasanità di Catania che è costato la vita di una neonata, telefonando al governatore della Sicilia Rosario Crocetta e dicendosi “incredulo, triste e sconcertato”.

Su una nota più leggera l’ex DC, appartenenza politica per la quale è stato duramente attaccato in sede di elezione, ha riscosso la simpatia del pubblico grazie alla sua decisione di tornare a far visita alla città natia salendo su un normalissimo volo di linea Alitalia, accompagnato da 200 passeggeri e incidentalmente dalla squadra giovanile del Napoli.