Sergio Mattarella ha assicurato che l’Italia ci metterà il massimo impegno per risolvere positivamente la situazione, sempre più complessa, dei marò. Durante il discorso che ha tenuto oggi alla conferenza XI degli Ambasciatori, il presidente della Repubblica ha confermato che lo Stato si batterà per far tornare a casa dall’India Salvatore Girone e far restare nel nostro paese Massimiliano Latorre, attualmente in Italia per questioni mediche.

A proposito dei due marò, Sergio Mattarella ha dichiarato: “L’Italia continuerà a battersi con determinazione perchè Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone possa tornarci al più presto”.

A ribadire l’impegno italiano nei confronti dei marò e della loro situazione che negli ultimi giorni è diventata, se possibile, ancora più complicata, sono arrivate pure le parole del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, anch’egli intervenuto alla conferenza: “Confermo l’impegno del governo per difendere le ragioni dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nelle sedi internazionali che abbiamo deciso di attivare”.

Nel suo discorso tenuto alla conferenza degli Ambasciatori che, tra oggi e domani vede impegnati 134 capi missione sul tema Diplomazia per l’Italia, Mattarella si è inoltre espresso duramente contro il terrorismo.

Il presidente della Repubblica a proposito del terrorismo fondamentalista ha dichiarato che si tratta di “un fenomeno grave che va affrontato in modo giusto. Con fermezza e determinazione, respingendo le pulsioni islamofobiche. L’Italia è al fianco dei Paesi che, sull’altra sponda del Mediterraneo, sono in prima linea nella lotta contro l’oscurantismo e l’inciviltà”.

A proposito della situazione europea, Mattarella ha invece dichiarato: “Dobbiamo liberare l’Europa dalla tenaglia che la stringe tra egoismi nazionali e sentimenti populisti”.

Oltre all’impegno nei confronti dei marò, Sergio Mattarella ha poi confermato che “l’impegno italiano resta massimo” anche per arrivare alla liberazione di Padre Dall’Oglio, preso sotto sequestro in Siria dal 2013, e per quella dei quattro italiani rapiti in Libia negli scorsi giorni.