Il presidente Sergio Mattarella è intervenuto quest’oggi la Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura indetta dalla Fao a Roma in occasione dei 70 anni della sua fondazione. In tale occasione il Presidente della Repubblica ha voluto ricordare che la fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre e contrastarla è una preziosa opera di pace. Queste le sue parole: “Le disuguaglianze, anche quelle interne, non sono un prezzo necessario per la competizione e la crescita. Al contrario, disuguaglianze ed esclusioni aprono fratture sociali e deprimono le potenzialità di sviluppo. Colpiscono, in particolar modo, proprio la sostenibilità dello sviluppo”.

Per il capo dello Stato “il nostro destino non è scontato. Tocca a noi determinarlo. Saremo giudicati per la pace che costruiremo o che negheremo” ed ecco perché secondo Mattarella è fondamentale che le nazioni “facciano prevalere la solidarietà sull’egoismo”. Il presidente nel corse del suo intervento ha anche affrontato il tema delle migrazioni, spesso collegate a povertà e a carestie dichiarando che “soltanto contribuendo a migliorare le condizioni di vita di chi oggi fugge da guerre, persecuzioni o carestie sarà possibile contenere le dimensioni di un problema epocale”, problematica, come ha sottolineato lo stesso capo dello Stato, “con il quale dovremo convivere a lungo” e che deve essere affrontato e risolto tramite la “cooperazione tra Paesi e tra continenti”, condizione necessaria senza la quale ”ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare ulteriormente odii e fanatismi”.

Proprio l’altro giorno il Presidente Mattarella, durante la giornata mondiale dell’Ambiente, ha visitato per la prima volta Expo Milano 2015 occasione durante la quale il capo dello Stato ha tenuto un discorso che partiva dal tema “Nutrire il pianeta”, sfida epocale per l’umanità nella lotta alla fame. “Non è tollerabile – ha detto Mattarella – che più di un miliardo di tonnellate di cibo siano disperse. Si può fare in modo che i prodotti invenduti vicino alla scadenza vengano distribuiti tra chi ha bisogno e non ha reddito sufficiente. Lo spreco è un insulto a società, bene comune de economia. Alcuni progetti di solidarietà danno risultati positivi, occorre estenderli valutando come intervenire con strumenti legislativi”.