Sergio Mattarella quest’oggi è intervenuto riguardo a uno dei temi che stanno infiammando il mondo della politica negli ultimi giorni: il conflitto con la magistratura. Il presidente della Repubblica ha tenuto innanzitutto a porre l’attenzione sul tema della corruzione, che secondo lui è ancora più grave quando è compiuta da rappresentanti delle istituzioni politiche.

Intervenuto all’inaugurazione dei corsi della scuola superiore della magistratura di Scandicci, comune toscano della città metropolitana di Firenze, al quale era presente anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, Mattarella ha dichiarato: “La corruzione è un male gravissimo che va combattuto senza timidezze”.

Per Sergio Mattarella la corruzione è un male che può essere sconfitto: “Contro il malaffare bisogna attivare gli anticorpi nella società, nell’economia, nei corpi intermedi, nel mondo della scuola. E in Italia gli anticorpi non mancano”, ma “è ancora più grave se la corruzione si sviluppa nell’ambito della politica”.

Riguardo al rapporto tra politica e corruzione, Sergio Mattarella ha quindi specificato: “Gli attori della politica devono aggiungere la consapevolezza che la corruzione in quell’ambito è più grave, perché nell’impegno politico si assume un duplice dovere di onestà per sè e per i cittadini che si rappresentano. Dobbiamo continuare a spezzare le catene della corruzione che va combattuta senza equivoci e senza timidezze. Occorre una grande alleanza tra forze sane per sviluppare gli anticorpi necessari”.

Mattarella ha poi affrontato lo spinoso tema del contrasto tra politica e magistratura: “Il conflitto indebolisce tutte le parti in contrapposizione. Gli ambiti di spettanza dei vari poteri non sono fortilizi da contrapporre gli uni agli altri, vanno rispettati. Vanno rispettati i confini delle proprie attribuzioni, senza cedere alla tentazione di sottrarre spazi di competenza a chi ne ha titolo in base alla Costituzione. Il rispetto delle competenze altrui costituisce del resto la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni. L’equilibrio fra i poteri dipende anche dalla capacità di ciascuno di essi di assumersi la responsabilità del proprio agire”.

Sergio Mattarella si è quindi rivolto in particolare ai giovani aspiranti magistrati della scuola quando ha dichiarato: “La Giustizia non può essere vista come un problema perché è una risorsa!”.