Il primo incontro istituzionale tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Papa Francesco è avvenuto questa mattina in Vaticano dove il presidente è stato accolto al Cortile di San Damaso, dal prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gaenswein e dal delegato del Governatorato, professor Cesare Mirabelli. Insieme alla figlia Laura Mattarella ha salutato i gentiluomini della Corte Pontificia vestiti in frac. Il colloquio, iniziato nella biblioteca del Papa, è durato 23 minuti e al termine dell’incontro il Pontefice ha salutato la famiglia del Capo dello Stato.

“Le sono grato per la sua visita, priva delle eccellenti relazioni tra la Santa Sede e l’Italia e che si pone in continuità con le visite effettuate dal suo immediato predecessore e con una ormai lunga tradizione”, ha detto Papa Francesco a Mattarella, sottolineando che “la Chiesa offre a tutti la bellezza del Vangelo e del suo messaggio di salvezza, e ha bisogno, per svolgere la sua missione spirituale, di condizioni di pace e tranquillità, che possono promuovere solo i pubblici poteri, cui primariamente spetta di predisporre le condizioni di uno sviluppo equo e sostenibile affinché la società civile dispieghi tutte le sue potenzialità, trovano nell’impegno e nella leale collaborazione della Chiesa un valido e utile sostegno per la loro azione. La reciproca autonomia infatti non fa venir meno ma esalta la comune responsabilità per l’essere umano concreto e per le esigenze spirituali e materiali della comunità, che tutti abbiamo il compito di servire con umiltà e dedizione”. Da parte sua, il capo dello Stato ha ribadito che “governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro paese di lasciarsi alle spalle una crisi che è stata lunga e dolorosa e da cui solo ora si inizia a intravedere l’uscita”.

Durante il discorso ufficiale Papa Francesco ha espresso “gratitudine per l’impegno che l’Italia sta profondendo per accogliere numerosi migranti che a rischio della vita chiedono accoglienza”. Il Papa ha anche affrontato il problema della disoccupazione giovanile: “La carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità”.

Il Capo dello Stato, invece, ha poi affrontato il tema delle violenze contro i cristiani del mondo affermando che “la libertà religiosa costituisce un cardine della Costituzione italiana” e “la violenza scatenata contro le comunità cristiane in alcune parti del mondo interpella, con forza, le coscienze di tutti coloro che amano la libertà e la tolleranza”. Per Sergio Mattarella “il dialogo tra le grandi tradizioni religiose appare tanto più urgente nel momento in cui si avverte anche nel nostro Paese la minaccia del terrorismo internazionale che spesso si nasconde dietro inaccettabili e pretestuose rivendicazioni religiose”.