Prosegue il dibattito sulla linea italiana nella guerra contro l’Isis. Mentre Matteo Salvini attacca Matteo Renzi, accusandolo di essere “un vigliacco” per la condotta finora troppo moderata tenuta in tema di terrorismo, di parere differente è invece Sergio Mattarella.

Il presidente della Repubblica ritiene che l’Italia è impegnata in prima linea nella lotta all’Isis. In una nuova intervista concessa a Il Messaggero, Sergio Mattarella afferma che il terrorismo islamico può essere sconfitto attraverso un’azione di più tipi, non solo militare ma anche di tipo culturale: “L’azione per sconfiggere Daesh, il cosiddetto Isis, va condotta su più piani. È importante quello culturale. Non dimentichiamo che il reclutamento, nelle città d’Europa, avviene mediante la predicazione, diretta e soprattutto via web: dobbiamo contrapporre a questa predicazione argomenti e indicazioni che facciano comprendere ai giovani che ne sono destinatari quanto sia preferibile vivere nella tolleranza, nel rispetto degli altri, nella convivenza in pace”.

Secondo Mattarella, contro l’Isis: “è necessaria anche una risposta militare per annullare le basi di leadership e organizzative del terrorismo. L’Italia lo sta facendo da tempo, in tanti teatri di operazione”. Il presidente ci tiene poi a sottolineare che “non è un caso che ben quattro missioni internazionali siano sotto comando italiano”.

Sergio Mattarella pensa che battere il terrorismo internazionale sia possibile, basta non farsi prendere dalla paura: “Non è possibile chiudersi in casa o rinunciare a vivere con pienezza: sarebbe un errore e un successo dei terroristi. Inoltre costoro, vedendo che riescono a condizionare i nostri comportamenti, potrebbero sentirsi indotti a moltiplicare gli attentati”.

Mattarella commenta poi in modo positivo la Conferenza di Roma che si aprirà oggi e che durerà quattro giorni: “L’iniziativa di svolgere a Roma una conferenza internazionale sulla Libia è quanto mai opportuna”. Riguardo alla questione libica, il presidente della Repubblica ha inoltre dichiarato che: “Una volta formato un governo libico di unità nazionale, la comunità internazionale avrà il dovere di aiutarlo e l’Italia sarà la prima ad essere disponibile”.

Sergio Mattarella ha speso quindi parole riguardo alla delicata questione dell’elezione, o meglio dire della finora mancata elezione, dei giudici della Corte da parte del Parlamento: “In passato si è verificato qualche caso di lungo ritardo nell’elezione di giudici della Corte, ma si trattava di sostituire un solo giudice. Questa volta ne vanno eletti tre e il problema è molto più serio e più grave. La mancanza di tre giudici incide molto sulla funzionalità della Corte Costituzionale e questo vuoto non può continuare”.