Sergio Mattarella oggi è in visita a Firenze. L’occasione è la cerimonia per i 150 anni di Firenze Capitale, ma le attenzioni del presidente della Repubblica nel corso del suo discorso si sono concentrate naturalmente sul tema del terrorismo e sui recenti attentati che hanno sconvolto Parigi e il mondo intero.

Mattarella ha rivolto parole dure e determinate contro il terrorismo: “Non sradicheremo l’odio facendolo entrare nelle nostre vite e nella nostra civiltà. Il terrore vuole snaturarci. Noi non ci piegheremo. Non ci faremo rubare il nostro modello di vita e il nostro futuro. Difenderemo la qualità delle nostra civiltà e la offriremo al mondo, rimanendo fedeli ai valori che la hanno ispirata e affinata nel tempo”.

Il presidente della Repubblica ha anche suggerito un modo per poter sconfiggere il terrorismo: quello di rimanere uniti. Mattarella a Firenze ha dichiarato: “È un tentativo di guerra globale dalle modalità inedite quello che sta deturpando l’inizio del nuovo millennio. Dobbiamo essere uniti, determinati e insieme affermare i principi del nostro umanesimo. Dobbiamo garantire sicurezza ai nostri concittadini senza rinunciare alle libertà conquistate, affrontare il fanatismo e l’estremismo con assoluta fermezza, e promuovere il dialogo fra le culture e la tolleranza. Non può mancare il senso di giustizia, né la disponibilità a cooperare per uno sviluppo sostenibile e per ridurre le aree dove prevale la violenza e lo sfruttamento”.

Nel corso della cerimonia per ricordare i 150 anni da quando Firenze divenne Capitale, tenuta a Palazzo Vecchio con una serie di misure sulla sicurezza rafforzate, Mattarella ha inoltre affermato: “Nel dna italiano ed europeo è iscritto uno straordinario impasto di cultura, di umanità, di idee di libertà e di relazioni sociali. È parte della vita che viviamo ed è ragione del nostro desiderio di migliorarci. Dobbiamo tenerlo presente nel momento in cui il terrorismo sferra il suo attacco contro la nostra Europa e porta morte e barbarie in una delle sue città”.

Mattarella ha quindi aggiunto: “Oggi la pace ci chiama a nuove responsabilità. Non saranno prove facili: non bisogna mai rinunciare a grandi visioni, alla prospettiva di un umanesimo condiviso. Lo dobbiamo ai nostri figli, anche a quelli che sono stati così barbaramente uccisi e che resteranno sempre nel nostro ricordo”.

Sempre da Firenze, il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi del Pd ha parlato con i giornalisti, dichiarandosi dalla parte del presidente francese Hollande nei raid in Siria: “Io sono con Hollande. […] Le leggi sulla laicità ci sono già: sono la nostra Costituzione, la dichiarazione dei diritti dell’uomo. Indicano il tratto d’esercizio delle libertà per tutti. Dentro questo tratto d’esercizio ci si sta o si sta fuori. Se si sta fuori, si è nemici della democrazia, si è nemici dello Stato e lo Stato ha diritto a perseguire chi è suo nemico”.