Matteo Renzi ancora una volta difende i risultati elettorali ottenuti alle ultime Regionali e passa al contrattacco. Nell’incontro alla direzione del Partito Democratico che si è tenuto ieri, il premier se l’è presa in maniera particolare con la Lega Nord di Matteo Salvini e con uno dei possibili “rivali” a sinistra, Maurizio Landini.

Matteo Renzi è intervenuto alla sede del Nazareno del Pd e ha tenuto a sottolineare come le elezioni Regionali siano andate bene, dicendo che il il Partito Democratico è in “tutto il Sud, ci sono diciassette Regioni in cui governiamo su venti, ed è difficile spiegare che abbiamo perso le Regionali, anche ai colleghi di altri Paesi”.

Renzi individua poi in Matteo Salvini e nella sua Lega l’avversario politico più pericoloso: “La destra è ancora viva, guidata da un leghismo di ritorno che non ha casa in Ue ma ne ha molta tra gli italiani e sferra l’attacco più insidioso su di noi sul tema dell’immigrazione”. Il premier non esita a lanciare una stoccata nei confronti della Lega, sostenendo che in campo economico: “non è credibile” e perciò “gioca la carta della paura”.

Matteo Renzi riserva qualche frecciata anche a Maurizio Landini, segretario della Fiom, ribattezzata “Coalizione asociale”, sostenendo che: “La Coalizione sociale è destinata ad essere sconfitta non solo dai numeri ma anche dalla logica” e che Landini “fa più comparsate in tv di quante sono le persone che scioperano a Pomigliano. È demagogia pura”.

Renzi ha poi trattato pure il sempre attuale e sempre complesso punto della riforma della Buona Scuola: “La riforma della scuola la facciamo per i ragazzi e non per assumere duecentomila persone, per i ragazzi e non come ammortizzatore. […] Non siamo riusciti a coinvolgere il mondo della scuola e io mi assumo la responsabilità anche se so quanto molti di voi si sono impegnati al confronto. Prendiamoci altri quindici giorni, discutiamo anche in ogni circolo del Pd. Per me nessun problema”.

Matteo Renzi sfida inoltre le opposizioni interne, dichiarando apertamente: “Io non ho problemi di numeri e vado avanti. Chi vuole bloccare le riforme mi tolga la fiducia qui e in Parlamento”.