Ieri il premier Matteo Renzi è intervenuto ieri a Porta a Porta. E come al solito il programma è diventato l’occasione per far passare una serie di messaggi sull’azione di governo. Il principale destinatario delle sue esternazioni è stato il principale alleato di governo – l’Ncd – e i suoi mal di pancia. “Se c’è da discutere ci si mette in una stanza e si discute. Ma di cose concrete. Non delle correnti del Pd o di Ncd“, poi “Voglio dire con forza che è finito il potere di veto, in cui un singolo partito si metteva di traverso. Quella stagione è finita per tutti: partitini, partitoni e partitucci“, e ancora “Trovo assurde queste continue polemiche con Ncd quando con il ministro dell’Interno che è anche il leader di Ncd lavoro bene. Anche nel nostro racconto dobbiamo essere capaci di dire che le cose le facciamo insieme“.

Una posizione che nasce anche dalla possibilità di andare avanti con maggioranze variabili, perché con le fuoriuscite tra i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, per il premier si apre la possibilità di ottenere la fiducia anche se gli venisse a mancare l’appoggio dell’Ncd, e che gli permette di essere fatalista sull’Italicum – “Non so se Berlusconi la voterà, spero di sì. Nel Pd si è discusso alle primarie, si è discusso in direzione, si è discusso alla Camera e al Senato, ora questa partita viene chiusa” – e sulle Popolari – sul tema Matteo Renzi è “pronto a mettere la fiducia”, perché bisogna togliere “le banche di mano ai signorotti locali“, e “io non accetto nessun giochino su questa roba“.

Sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il primo ministro racconta di aver incontrato Sergio Mattarella una settimana fa, “gli ho detto beviamo un caffè, e gli ho chiesto la disponibilità e la cortesia a mantenerla anche se il primo scrutinio non fosse andato bene. Ha funzionato: per la prima volta il Pd non si è diviso“. Da buon politico non commenta le possibili previsioni di crescita del Pil migliori delle prime stime “nel Def abbiamo messo 0,5%. Ho visto che Confindustria scrive +2% ma mi sembra irrealistico. Ma se, tra 0,5% e 2%, fosse l’1%, avremmo 8 miliardi in più da spendere“. Di quello che sarà però non ne vuole sentir parlare prima del mese di aprile.

Le dichiarazione di Matteo Renzi sulle Popolari hanno avuto un effetto immediato sulla Borsa Italiana: le azioni delle banche coinvolte sono tutte con il segno più, in particolare la Banca Popolare dell’Etruria segna un +10%, mentre Creval aumenta del 7%.

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