Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a Catania nel corso della festa nazionale de l’Unità. Contro la polizia sono state lanciate uova, ombrelli e un petardo. Una protesta – già annunciata – che sarebbe dovuta essere pacifica, così come dichiarato dai manifestanti. Poi, però, qualcosa è andato storto, i manifestanti si sono avvicinati troppo alla “zona rossa”, al Giardino Bellini in cui era appena terminato l’incontro con il Premier Matteo Renzi (ospite della kermesse del Pd nel suo giorno di chiusura, ndr) e così è partita la carica. Diverse le persone incappucciate che si sono scontrate contro le forze dell’ordine. Disordini che sono durati pochi minuti e che hanno portato al fermo di due persone.

Matteo Renzi: “Basta fango al nostro interno”

Intanto Matteo Renzi, sul palco della festa nazionale de l’Unità, aveva detto: “Non ci faremo trascinare nella guerra del fango al nostro interno da chi pensa che sia opportuno litigare tra di noi, dimenticando che fuori di qui non ci sono le magnifiche sorti progressive ma destra e populismi. E se non ce ne rendiamo conto, tradiamo il nostro passato e anche il nostro futuro”. E sulla sindaca di Roma Virginia Raggi: “Non attacchiamo la Raggi e rispettiamo il voto dei cittadini di Roma, facciamo vedere che siamo diversi da chi pensa che la politica sia guerra nel fango. Che abbiamo uno stile. Questo non significa abbassare la guardia ma noi le istituzioni le rispettiamo sempre, non quando c’è qualcuno dei nostri a governare. Prima del Pd c’è l’Italia”.

Matteo Renzi, apertura sull’Italicum

E, infine, Matteo Renzi ha ribadito la sua apertura sull’Italicum: “Ci hanno detto che il problema del referendum era la legge elettorale. Abbiamo detto che siamo pronti a discuterne. C’è bisogno, però, che gli altri facciano proposte, noi facciamo le nostre. Disponibilità totale a discutere di legge elettorale”. Il referendum, dunque, non metterà in discussione la legislatura: “Mi hanno chiesto di non personalizzare e ho smesso. Ho detto che la legislatura ha una vita a se stante. E non parliamo più del governo in caso di vittoria del no”. Infine ha attaccato Massimo D’Alema: “Alcuni leader del passato vorrebbero fregarci il futuro continuando con le divisioni interne, le risse e le polemiche di tutti i giorni. A loro diciamo che questa è la riforma del Pd, come lo era dell’Ulivo e del Pds”.