Si attendevano con ansia le parole di Matteo Renzi a commento dell’ormai avvenuta scissione all’interno del Pd che ha portato alla creazione del nuovo partito di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani.

Nella diretta televisiva della serata di ieri, complice l’invito di Fabio Fazio nel salotto di Che tempo che fa, l’ex segretario del Partito Democratico ha commentato quanto avvenuto senza tralasciare stilettate nei confronti di coloro che, a suo dire, sono responsabili di un vero e proprio agguato politico.

In particolare Renzi fa un nome ben preciso: “A me dispiace molto perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse ma abbiamo avuto l’impressione che fosse un disegno già scritto. Scritto, ideato e prodotto da Massimo D’Alema”. Al quale lancia un guanto di sfida: “A D’Alema dico, non scappare, vieni, corri e vediamo chi ha più consenso e più voti”.

Renzi ha lamentato una divisione facilmente evitabile, che in termini politici produrrà un altro blocco del Paese: “Ho detto a Massimo D’Alema di fare le primarie, ma da quando c’è stato il referendum si è tornati alla Prima Repubblica, e si stanno facendo tanti partiti. Rispetto il risultato del referendum, ma ora il Paese è bloccato. Tutti si scindono, tra poco si scinde l’atomo”.

Per quanto riguarda il futuro l’ex premier ha le idee molto chiare. Difficile vedere elezioni a breve, dato il nuovo scenario elettorale venutosi a creare in questi giorni: “Le elezioni sono previste nel 2018. Punto. Se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui”.

Ciò però non implica una resa dell’ex presidente del Consiglio, che si è detto pronto a una nuova discesa in campo: “Volevo lasciare la politica, ma i miei figli devono sapere che il padre può perdere ma non può arrendersi. Ho perso una partita ora cercherà di vincere la prossima, non si può lasciare l’Italia nella palude”.