Non c’entrano né i successi elettorali di uno, né tantomeno le vittorie in campo spirituale dell’altro. Di fronte abbiamo due persone che hanno deciso di agire in un determinato modo, sorpassando e abbattendo quel mostro sacro che tutti noi conosciamo con un termine ben preciso: burocrazia. In tutte le sue varianti, sia ben chiaro: muri da sopravanzare per arrivare ad un qualsiasi obiettivo, leggi e leggine che legano le mani e non ti permettono di far ciò che vuoi e così via.

Il pensiero è nato dopo un confronto con Don Mazzi, che ci è venuto a trovare in redazione a Leonardo.it. Effettivamente, Renzi e Bergoglio hanno in comune l’aver voluto cercare di avvicinarsi alla gente comune: Papa Francesco è un uomo prima di essere un Pontefice; con i suoi errori, le sue pulsioni, la sua voglia di fare e disfare.

L’aver lanciato il messaggio di pace tra israeliani e palestinesi, poi, è stato un qualcosa di magico, semplice ma allo stesso tempo molto intelligente. Matteo Renzi, invece, ha parlato alla gente comune in tutte le sue forme: con comizi, ma anche in tv, su Twitter, su Facebook e così via. Inoltre, ha concesso 80 euro in busta paga ai lavoratori, ha permesso alla politica di avvicinarsi molto alla gente, ha tolto il muro di gomma tra loro (i politici) e noi (la gente comune). Ora deve passare ai fatti: ma la strada è ormai segnata.