Imbarazzanti e di certo poco gradite le intercettazioni che sono state pubblicate in queste ore e che coinvolgono Matteo Renzi che dà giudizi poco lusinghieri sull’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta.

È l’11 gennaio 2014, giorno del 39° compleanno di Renzi, che in quel momento è ancora “solo” il segretario del Pd. Il politico riceve una chiamata dal comandate della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, vecchio amico, allora coinvolto nel caso Cpl Concordia imbastito dalla Procura di Napoli (e per il quale Adinolfi era sospettato di una fuga di notizie, indagine poi archiviata).

Il Fatto Quotidiano pubblica oggi il testo di quelle intercettazioni, da poco private del segreto d’indagine, nelle quali si allude senza troppi problemi allo stravolgimento che da lì a poco avrebbe coinvolto Palazzo Chigi.

Adinolfi chiama Renzi per fargli auguri, i due tentano di mettersi d’accordo per vedersi nei giorni seguenti. L’ex sindaco di Firenze è un po’ impegnato, dato che sta per chiudere “un accordo sul governo”, quello che il comandante delle Fiamme Gialle chiama “rimpastino, poi corretto da Matteo che parla di un vero e proprio “rimpastone”.

Renzi sembra molto determinato, quando a un certo punto scappa una battuta poco diplomatica nei confronti di Letta: “E sai, a questo punto, c’è prima l’Italia, non c’è niente da fare. Mettersi a discutere per buttare all’aria tutto, secondo me alla lunga sarebbe meglio per il Paese perché lui è proprio incapace, il nostro amico. Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace. E quindi… però l’alternativa è governarlo da fuori…

È a questo punto che scatta l’ipotesi di offrire al Presidente del Consiglio il Quirinale nel 2016, anno in cui avrà l’età necessaria per essere eleggibile, anche su suggerimento di Adinolfi, per il quale Letta ha proprio “il taglio del Presidente della Repubblica”.

Renzi ne conviene ma si dice dubbioso, dato che Giorgio Napolitano gli ha già confidato di non riuscire ad arrivare a quella data. Il linguaggio si fa meno edulcorato: “Quell’altro nel 2015 vuole andar via e mi sa che bisogna fare quelli che la prendono nel culo personalmente. Poi vediamo, magari mettiamo qualcuno di questi ragazzi dentro nella squadra a sminestrare un po’ di roba.”

In ogni caso Letta sembra essere ancora un ostacolo anche come Presidente della Repubblica, in virtù della sua ostilità nei confronti di Silvio Berlusconi, con il quale evidentemente Renzi ha avuto rapporti e stretto accordi anche prima del cosiddetto patto del Nazzareno: “E poi il numero uno anche se mollasse ce l’ha a morte con Berlusconi per cui… E Berlusconi invece sarebbe più sensibile a fare un ragionamento diverso. Vediamo via, mi sembra complicata la vicenda.

Fonte: Libero Quotidiano