Il primo luogo in cui Matteo Renzi ha voluto recarsi durante la sua visita a Mosca è stato il ponte Bolshoi Moskvorecki dove è stato ucciso Boris Nemtsov.

Nel punto in cui l’oppositore russo è stato freddato da quattro colpi di pistola da sabato scorso è comparso un letto di fiori, cui il premier italiano ha aggiunto cinque garafoni rosa in segno di omaggio. Inevitabile il tweet pubblicato poco dopo, con tanto di fotografia e didascalia “A Mosca, in memoria di Boris Nemtsov”.

Le indagini sull’omicidio del membro dell’opposizione politica stanno andando avanti, come ha confermato il capo dei servizi segreti Aleksandr Bortnikov, che ha spiegato come ci siano già alcuni sospetti. In particolar modo le ricerche si concentrerebbe su due uomini caucasici estrapolati dalle registrazioni delle videocamere montate sulle auto di passaggio durante l’esplosione dei colpi.

Il Presidente Vladimir Putin si è mostrato molto fermo e ha dichiarato di voler andare a fondo con le indagini, annunciando un’intensificazione degli sforzi delle autorità: “Bisogna liberare la Russia dalla vergogna e dalle tragedie simili a quella dell’omicidio sfacciato di Boris Nemtsov proprio nel centro della capitale. Prima di ogni cosa occorre migliorare la risoluzione dei crimini, sia recenti sia di quelli commessi negli anni precedenti. È necessaria una svolta radicale, una nuova qualità del lavoro del ministero degli interni e del sistema delle forze dell’ordine“.

Matteo Renzi dopo aver incontrato l’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, continuerà i propri impegni istituzionali con una serie di colloqui con il premier Dmitrij Medvedev e poi proprio con Putin.

Al centro delle conversazioni di Renzi ci saranno sicuramente le questioni internazionali più pressanti, come la guerra in Ucraina e la crisi in Libia, nonché la ripresa di quei rapporti economici che sono stati parzialmente interrotti dopo la scontro tra Bruxelles e la Russia.

Di particolare interesse per entrambe le parti, a questo proposito, sarà la discussione dello stato delle sanzioni che l’Unione Europea ha imposto contro Mosca: la preservazione della tregua tra le due fazioni in lotta in Ucraina, e l’impegno della Russia in merito, potrebbe essere il fattore decisivo per l’allentamento delle misure punitive prese dall’Europa nei confronti del governo di Putin.