Il periodo è breve, non c’è che dire. Forse troppo breve per poter dare dei giudizi, ma di norma è prassi stilare una lista di quanto fatto e non fatto nei primi 100 giorni di Governo di un Primo Ministro. E Matteo Renzi è arrivato al traguardo: nominato Presidente del Consiglio il 21 febbraio, nella notte tra il 24 e il 25 ha ottenuto la fiducia cominciando, di fatto, il suo lavoro.

In questi giorni impegnato a Bruxelles nel vertice europeo, Renzi ha sfoggiato una capigliatura “imbiancata” ed è stato preso in giro dai colleghi: “Clima migliorato in Italia, ma è peggiorato il mio aspetto”, ha detto. Sarà, ma i recenti scandali attorno a Expo Milano 2015 e Mose non fanno che gettare, ancora una volta, un’ombra di corruzione e tristezza sull’Italia: al giovane e rampante Renzi il duro e arduo compito di far cambiare l’idea che all’estero si percepisce del nostro paese. Lui, Matteo, è il presidente del Consiglio più giovane della Repubblica italiana. Ma non per questo il più stupido e facilmente maneggiabile.