Il presidente del Consiglio cerca di mettere un freno alle voci su possibili aumenti della già asfissiante pressione fiscale o interventi sulle pensioni per tenere i conti pubblici sotto controllo. Parla anche di terrorismo e dell’Iraq.

Ma è sulle tasse che Matteo Renzi, intervistato dal Tg5, vuole mettere le cose in chiaro: “Non ci saranno nuove tasse. Anzi, come abbiamo fatto con gli 80 euro, cercheremo di farlo per altre fasce“. E come intenderebbe finanziare questo intervento? “Va ridotta ulteriormente la spesa, visto che si spendono 800 miliardi e sono troppi. Quindi ipotesi di tasse sulle pensioni o altro sono chiacchiere di agosto“.

Tuttavia, se si procedesse veramente a rispettare la ormai famosa (o famigerata) spending review, revisione della spesa, elaborata da Carlo Cottarelli, lo Stato dovrebbe applicare 16 miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica. E i sindacati da tempo sono sul piede di guerra. Renzi, mai a suo agio finora nel rapporto con la triade, se la cava con una battuta, com’è suo solito: “Se i sindacati hanno voglia di avere un autunno caldo, facciano pure. Già l’estate non è stata granché, se finalmente in autunno c’è un po’ di caldo siamo tutti più contenti“.

Il capo del Governo ha affrontato anche il tema del terrorismo, dopo il suo recente viaggio in Iraq e la diffusione del video in cui il giornalista americano James Foley viene decapitato per mano dell’Isis: “Ciò che sta accadendo in Iraq e in Siria ci porti a dire che se l’Europa è una cosa seria deve stare là dove c’è dolore: e là bisogna avere il coraggio di dire che l’Europa può finalmente cambiare le cose e non stare a dormire come ha fatto troppo spesso in passato. Dobbiamo portare con noi i paesi arabi, non solo quelli occidentali e americani, e di conseguenza isolare chi sostiene il terrorismo“.