Strana situazione quella che affronta la Lega Nord di Matteo Salvini dopo gli esiti delle elezioni comunali: da un punto di vista complessivo la tornata elettorale si potrebbe definire soddisfacente, visto che sono stati conquisti 18 nuovi Comuni, ma il partito fatica a imporsi come elemento predominante nella costellazione del centrodestra.

E il leader del Carroccio non ha voluto nascondersi dietro un dito, affrontando direttamente la questione delle sconfitte sulle piazze maggiori, nelle quali la Lega avrebbe dovuto misurare la propria forza.

Le sconfitte di Milano e Varese bruciano ma proprio da quelle piazze dobbiamo ripartire, dalla sconfitta, e la Lega nella sua storia l’ha dimostrato, nasce la vittoria di domani”, ha confidato Salvini.

Se a Milano l’esito è stato in bilico sino alle ultime ore, la debacle di Varese invece è stata inaspettata, e proprio: “Certo la sconfitta di Varese mi brucia eccome. Ma quando governi da tempo è fatale che tutti si coalizzino contro uno. E noi non siamo stati abbastanza blindati. E poi, diciamolo, non siamo stati abbastanza riconoscibili e convincenti“.

A rinfrancare un po’ gli animi è la prestazione inedita ottenuta in Toscana, dove la vittoria di Susanna Ceccardi in quel di Cascina ha permesso alla Lega di entrare per la prima volta nella regione tradizionalmente “rossa”.

Tuttavia anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha lasciato trasparire una certa delusione per i risultati, in particolar modo a causa della perdita della sua città, per la quale ha trovato una spiegazione forse di comoda: “La cosa che mi addolora di più è la sconfitta a Varese, perché è la mia città ed era governata dalla Lega da tanto tempo. Non c’entra tanto la politica, ci sono alcune questioni che hanno determinato questa sconfitta: la prima è, come è accaduto in molte altre città, la voglia di cambiare, a prescindere da come uno governa“.

Inutile commentare la sconfitta totale di Roma, dove l’asse Salvini – Meloni non è riuscita neanche ad andare al ballottaggio, e spingendosi più a sud le percentuali delle preferenze risultano essere ancora più basse.

Nel frattempo è stata annunciata una riunione di partito, che si svolgerà a Parma il 25 giugno, durante la quale sarà probabile vedere un ritorno delle pressioni autonomiste di quell’area bossiana che non si è mai davvero spenta. Al momento però la leadership di Matteo Salvini non sembra essere messa in dubbio, anche perché all’orizzonte non sembra profilarsi una figura altrettanto carismatica.