Matteo Salvini è ancora in giro con il suo lunghissimo tour elettorale che lo sta portando un po’ tutta l’Italia. Nella giornata di ieri il comizio della Lega Nord si è spostato in quel di Battipaglia, provincia di Salerno, dove il partito sostiene il candidato sindaco Guglielmo Marchetta.

A tenere banco c’è stato l’ormai solito contrasto con i centri sociali, i quali prima che arrivasse il leader leghista hanno scaricato fieno ed escrementi sul palco di piazza della Repubblica.

Matteo Salvini non si però fatto intimorire e ha fatto sfoggio del suo spirito battagliero e polemista, affermando che “cinque stecche non mi mettono paura, dopo i campi rom con la ruspa abbatteremo i centri sociali. Andate a farvi le canne da qualche altra parte”.

Abituato ad accoglienze di questo tipo, il politico, che in qualche modo cerca la contestazione della parte avversa, ne ha approfittato anche per lanciare uno dei suoi cavalli di battaglia, l’abolizione della legge Fornero. Secondo Salvini i fischi, gli slogan e i gesti simbolici “significano che stiamo dando fastidio a qualcuno. Ma forse voi non avete i problemi della legge Fornero. Se andremo al potere noi aboliremo questa legge infame“.

L’immigrazione e la necessità di serrare le frontiere sono di nuovo emerse tra i punti salienti del discorso di Matteo Salvini: “Di immigrati ce ne sono abbastanza. Il numero che possiamo accogliere è zero da adesso in poi. Con il 40% di concittadini disoccupati, il lavoro va dato prima agli italiani che hanno bisogno.”.

E poi, per dare man forte al candidato leghista, ha esposto parte del proprio programma, a partire dalla gestione delle strade: “Dobbiamo riportare un po’ di serietà nelle nostre città. Chi sbaglia paga. Anche la prostituzione è un problema. Bisogna toglierle dalle strade e regolamentare il fenomeno. Con i soldi che prendiamo di là possiamo”.

Alla fine della giornata Salvini si è detto contento dell’accoglienza ricevuta, ma durante il comizio ci sono stati scontri accesi tra i contestatori e i sostenitori del politico, e la situazione non è degenerata in una rissa solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine.