Matteo Salvini interviene a gamba tesa nella campagna elettorale per le comunali di Milano che sta portando avanti Stefano Parisi, candidato ufficiale del centrodestra, appoggiato in teoria anche dalla Lega Nord.

Al centro della discussione c’è il controverso tema dell’edificazione di una moschea per i cittadini milanesi di fede islamica. La contrarierà di Salvini, che si oppone al possibilismo di Parisi, è del tutto perentoria: “A Milano non c’è spazio per moschee. Fuori Milano la facciano dove vogliono. Dove c’è la Lega in amministrazione in questo momento storico una moschea non ci sta.”

Il leader della Lega ha poi ribadito le sue posizioni riguardo all’opzione localizzata in altri luoghi: “Dove governa la sinistra chiediamo un referendum”. Parziale concordia invece riguardo alla proposta di Parisi, che vorrebbe una legge nazionale che regolamenti la questione.

Chiaramente più diplomatica la replica dell’ex amministratore delegato di Fastweb, al quale serve l’appoggio della Lega: “Sono d’accordo con Salvini, per le moschee serve una legge nazionale.” Parisi ha poi argomentato come sia necessario assicurarsi delle condizioni nelle quali sorgono e vengono gestiti i luoghi di culto: “Il sindaco di una città deve avere gli strumenti per valutare da dove provengono i finanziamenti dei gruppi promotori delle moschee; è necessario assicurarsi che siano controllabili, sicure, e non luoghi di proselitismo e reclutamento del terrorismo”.

Tuttavia non c’è un dietrofront, in quanto il candidato alla poltrona occupata al momento da Pisapia riconosce come la costruzione di moschee sia un diritto inalienabile dei cittadini e anche un metodo per esercitare un monitoraggio più efficace: “Le comunità musulmane di Milano hanno il diritto di pregare nei loro luoghi di culto. Oggi pregano negli scantinati e nei garage: sono luoghi non controllabili, a rischio di infiltrazioni estremistiche o peggio terroristiche. Noi abbiamo il diritto alla sicurezza e al rispetto delle libertà e dei nostri valori”.

Mentre la sinistra ha ovviamente approfittato della polemica per sottolineare la divisione interna al centrodestra, Silvio Berlusconi ha invece tentato di fare da paciere, affermando che della legge nazionale si potrà parlare in futuro.

Nel frattempo Matteo Salvini non ha perso tempo e ha ribadito su Facebook il proprio pensiero con un post al vetriolo: “Roma Est, in quest’area della città sono stati arrestati a marzo tre fiancheggiatori dell’Isis, qui ci sono 100 moschee in garage, scantinati, negozi dismessi, spesso mascherate da ‘associazioni culturali’. E quando si chiede di terrorismo islamico, tutti zitti… Bella l’integrazione dei Renzi e delle Boldrini!!! Sono queste le città che vogliamo lasciare ai nostri figli???