Ospite della trasmissione di ieri di Mezz’ora di Lucia Annunziata, il leader della Lega Nord Matteo Salvini non si è lasciato scappare l’occasione di ribadire le proprie posizioni apertamente anti-renziane.

L’occasione è stata una domanda concernente i possibili risultati delle comunali di Roma. Tra un Giachetti investito dal Pd e la Raggi del Movimento 5 Stelle Salvini non ha davvero dubbi e spiega il perché: “I sondaggi dicono che al ballottaggio andrà la Meloni con la Raggi . Se Giorgia però non ci arrivasse io non voterei mai un candidato del Pd perché il problema dell’Italia è il chiacchierone Renzi, e io un uomo del Pd non lo voto nemmeno sotto tortura. Per cui se ci fosse un ballottaggio Giachetti – Raggi voterei la Raggi“.

Più sfumate invece le posizioni del leghista riguardo alla campagna politica successiva al referendum costituzionale. È evidente che un’alleanza con Silvio Berlusconi per ricreare una forte intesa di centrodestra è possibile, ma solo a determinate condizioni: “Conto e lavorerò fino all’ultimo per unire il centro destra senza nostalgie del passato. Se Berlusconi mi dice, guarda che dobbiamo recuperare Fini, Alfano, no grazie. Se mi dice, va bene facciamo un progetto comune e andiamo avanti io vado avanti insieme più che volentieri.”

La linea da seguire in questo caso sarebbe segnata da un netto rifiuto delle imposizioni della Germania in ambito europeo: “ A me piacerebbe portare Berlusconi, Forza Italia e tutto il centrodestra su posizioni più europee, meno succubi della Merkel, per tornare ad avere sovranità europee sulla moneta, sui confini, sull’agricoltura“.

Ma anche nel caso di una corsa in solitaria, ribatte Matteo Salvini, non ci saranno calcoli di sorta, né si approfitterà di intese improbabili, più dannose che utili: “La storia della Lega insegna che noi non abbiam paura di mettere in ballo qualche poltrona, assessorato o ministero: se c’è da andar da soli andiamo da soli. Il mio obiettivo è lavorare a una coalizione alternativa a Renzi la più ampia possibile senza ricommettere gli errori del passato con i Fini, Casini e Alfano. Secondo me ci riusciamo.”