Il momento è arrivato! Non si può più rimandare: se dovete affrontare la maturità (foto by InfoPhoto), è tempo dedicarsi alla stesura di un elaborato che possa mettere in luce le vostre attitudini e colpire la commissione. Sarà la vostra ancora di salvezza: che sia tesina o mappa concettuale non importa, l’importante è fare un lavoro accurato, che possa essere un ottimo biglietto da visita il giorno della prova orale.

Ecco quindi pochi passaggi fondamentali per ottenere un buon elaborato:

Pensate ad un argomento originale. Evitate gli argomenti scontati e cercate di trovare qualcosa che sia inerente alle vostre passioni. Se scrivete di qualcosa che vi interessa, l’entusiasmo si rivelerà un valido alleato.

 Create i collegamenti. Il passo successivo è cercare di inserire nel vostro lavoro più materie possibile. Risulterà a volte difficile riuscire a trovare  l’anello di congiunzione tra le varie materie, ma il trucco è mantenere un punto di vista il più ampio possibile.

Fate un’accurata opera di ricerca. Recatevi in biblioteca, consultate libri di testo, fate ricerche sul web e se non doveste riuscire a creare un collegamento con una materia in particolare, non esitate a chiedere consiglio ai prof. Solitamente si mostrano molto collaborativi in questa fase.

A questo punto bisogna scegliere tra tesina e mappa concettuale. Non tutti gli argomenti della scaletta devono essere approfonditi per iscritto: è infatti a discrezione degli studenti realizzare una tesina sull’intero ventaglio di temi presentati, o piuttosto accennarne alcuni e completarne altri. Qualsiasi cosa decidiate di fare, la mappa concettuale resta però il punto di partenza. Se pensate di avere poco tempo o non amate scrivere, allora optate per una mappa concettuale chiara e concisa. In questo caso ricordate però di scegliere una grafica accattivante, in modo da catturare l’attenzione della commissione. Potete utilizzare immagini e segni grafici per stuzzicare la curiosità e presentala in modo innovativo, ma non dimenticate mai che la caratteristica essenziale di una mappa concettuale è la chiarezza: la commissione deve subito capire di cosa si tratta ed avere una panoramica generale del percorso. Se invece volete realizzare un lavoro più completo, la tesina è la scelta migliore. Attenzione però a non dilungarvi troppo, non perdere di vista l’argomento centrale e soprattutto non dimenticate di preparare una breve presentazione dell’elaborato che includa anche le motivazioni che hanno portato alla scelta di quell’argomento.

Prima della prova orale, infine, ricordate di ripetere ad alta voce il vostro lavoro, magari cronometrando il tempo di esposizione: in sede di colloquio avrete soltanto una decina di minuti.

Ecco di seguito un esempio di mappa concettuale, completa di tutti i collegamenti:

Mappa Concettuale Liceo Scientifico: LA LUNA

1)    Letteratura italiana: Leopardi “Canto notturno di un pastore errante dell’ Asia”

2)    Latino: Plinio il Vecchio “Naturalis Historia” VII libro e Petronio “Satyricon” 61-62

3)    Lingua Inglese: William Blake simbolismo lunare

4)    Storia dell’arte: Van Gogh “Notte stellata”

5)    Storia: la Guerra Fredda e la corsa allo spazio

6)    Filosofia: Freud psicoanalisi e interpretazione dei sogni

7)    Geografia: il Sistema Solare

8)    Fisica: il campo magnetico

Il “Canto notturno di un pastore errante dell’ Asia” è stato composto a Recanati nel 1830. La lirica consiste in un lungo monologo di un essere umano (il pastore) che si rivolge direttamente alla luna. Il pastore si interroga sulla vita e sull’ esistenza dell’ essere umano, rendendosi interprete dell’ansia di conoscenza comune a tutti gli uomini. Nel componimento la luna riveste un ruolo centrale e assurge a simbolo del trascendente, di quella forza misteriosa che regge le sorti dell’intero Universo e degli esseri viventi. E’ la confidente del pastore, raccoglie i suoi dubbi e le sue preoccupazioni, anche se non può (o non vuole) dare risposte alle domande che le vengono rivolte.

Sono comunque numerosi gli esempi di poesie, opere o canti all’interno dei quali la Luna riveste un ruolo principale, avendo da sempre affascinato poeti, artisti e popoli di ogni tempo. Ne sono un esempio le numerose leggende sui lupi mannari, note sin dai tempi latini, come testimonia la storia di licantropia narrata dal liberto Nicerote in un noto passo del Satyricon di Petronio e gli studi che già i greci, ed in seguito i latini, minuziosamente annotarono all’interno di opere enciclopediche quali la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.  Ma la luna non mancò di affascinare alcuni dei più noti esponenti del romanticismo inglese, come Coleridge e Blake, né il genio espressivo di Van Gogh. Dipinto nel 1889, La notte stellata (di cui esistono, per altro, molteplici versioni) rappresenta forse, più di ogni altra opera del grande pittore olandese, la summa della sua concezione naturalistica, non tanto in termini strettamente filosofici, ma nel senso del suo rapporto quotidiano, visivo, con il mondo esterno e, nella fattispecie, col firmamento. È evidente l’intento dell’autore di rappresentare un mondo sensibile, che affascina, stupisce, ammalia, per la sua grandiosità, per l’energia che può emanare. La nota carica espressiva di Van Gogh fa sì che il cielo copra il paesaggio sottostante, quasi ad avvolgerlo, a proteggerlo “affettuosamente” in un largo e materno abbraccio. Neppure Van Gogh, pittore spesso solare, di girasoli, di campi di grano, di prati, ha potuto quindi sottrarsi al fascino di un paesaggio illuminato dalla luna, vissuta nel suo cuore come faro prezioso o addirittura sole della notte, ma la composizione è comunque tinta da una vena malinconica, che lo accomuna ad altri artisti dell’Ottocento, fra cui il nostro Leopardi. Anche il paesaggio di Van Gogh finisce con l’indurre chi osserva a considerazioni sovrasensibili ed esistenziali, ma mentre la luna descritta da Leopardi è silenziosa, astratta e troppo lontana dagli uomini per poter fornire delle risposte ai tanti interrogativi che essi si pongono, la Luna di Van Gogh ha il calore, la suggestione e l’energia per consolare: La luna di Van Gogh è romantica, amica, calda come la passione impetuosa e travolgente per la vita, quella del Leopardi è una luna più razionale, fredda, ma non per questo meno bella e struggente. Ciò che accomuna i due artisti è il lirico sgomento di fronte alla varietà dell’esistente.

Di qui alla filosofia il salto è breve: da sempre la Luna rappresenta l’archetipo dell’io profondo, è colei che nutre i sentimenti e rischiara l’oscurità della notte. Durante la notte tutto si ferma e assume un ritmo più lento, tutto prende forme diverse ed è in queste ore di sonno che i lati più nascosti possono rivelarsi. Attraverso i sogni l’inconscio si svela. Nell’astrologia la Luna rappresenta l’infanzia e la costruzione di simboli attraverso le esperienze e l’emotività che si sviluppa in conseguenza ad essi, è facile così associare la Luna all’inconscio e a quei lati della persona che si esprimono attraverso i sogni e ai comportamenti inconsapevoli. La Luna ( madre) e Saturno ( padre) divengono quindi la base di tutte le teorie di Freud.

Abbandonando le meditazioni intorno ai massimi sistemi e passando a materie più pragmatiche, in storia non si può che trattare il periodo della Guerra Fredda, nel quale le due superpotenze – USA e URSS – si sfidarono nella rincorsa a sempre maggiori successi spaziali, nel lancio di missili, satelliti, e soprattutto nella conquista del suolo lunare. Passiamo dunque a geografia trattando il Sistema Solare e a fisica con il campo magnetico.

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