E’ uscita la prova di Pedagogia relativa all’indirizzo Socio-Pedagogico. La seconda prova d’esame per la Maturità 2014 prende dunque il via. Qui sotto il testo di Howard Gardner, a breve tutto lo svolgimento proposto.

(Post in aggiornamento)

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I problemi della didattica disciplinare: la didattica disciplinare studia i programmi e le strategie di apprendimento e insegnamento delle singole materie scolastiche. Il problema principale, però della didattica disciplinare è nel rivendicare una propria autonomia nel panorama scientifico mancando principalmente di riconoscimenti istituzionali ed essendo ampiamente sottovalutata. E’ importante, invece, una rilettura della disciplina, una chiara definizione di obiettivi, una riflessione epistemologica, una progettazione curricolare e, soprattutto, una giusta analisi del materiale di lavoro.

Trasmissione delle nozioni e percorsi comunicativi: i processi comunicativi che regolano il rapporto tra un membro più competente e uno meno competente consente la trasmissione dal primo al secondo di contenuti culturali, ma anche di comportamenti e di modalità di ragionamento tipiche della comunità sociale cui entrambi appartengono. Tutto questo significa che qualsiasi relazione tra soggetti con gradi diversi di competenza può essere educativa, e quindi che i processi e i sistemi educativi permeano a più livelli l’intera struttura sociale. Significa inoltre che contenuti, comportamenti, modalità di ragionamento trasmessi tramite i processi educativi sono socialmente e storicamente determinati, cioè dipendono dall’identità ideologica e dalle scelte politiche che caratterizzano in quel momento storico la società in cui tali processi si realizzano.

Acquisizione di nozioni e modelli operativi di utilizzo delle competenze:  tra i modelli proposti il più innovativo si basa forse sull’e-learning che si basa forse sull’associazionismo (in cui la mente inizialmente vuota si riempie attraverso un collegamento delle esperienze compiute e il modello della scoperta (l’apprendimento è basato sullo sforzo del singolo bambino).

Conoscenza come consapevolezza di diversi punti di vista dello stesso oggetto: la conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l’esperienza o l’apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l’introspezione (a priori). La conoscenza è l’autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un’utilità inferiori. In questo processo, però, bisogna tener presente del mutamento delle cose, che avviene non solo per fattori esterni come il tempo che scorre, ma anche per via di un modo differente di guardare le cose, affrontandole in modo differente e ottenendone anche risposte diverse.

Sul brano di Felice Nuvoli:

Come afferma Felice Nuvoli, tutta la storia delle Scienze dell’Educazione passa attraverso il binomio tra libertà e autorità. Vediamo, quindi le differenze tra autorità e autorevolezza.

Autorevolezza: requisito intrico del singolo soggetto, una sorta di fascino che la propria persona può o non può esercitare su chi ci sta intorno in modo dipendente dalle nostre qualità relazionali.

Autorità: viene costruita per legge o da una consuetudine.

Lo stesso concetto di Libertà ha un grande valore in Pedagogia,  in quanto si tratta di una forma di partecipazione attiva al mondo che è qui vista come un presupposto dell’educazione stessa. Per usare le parole dello stesso Don Felice Nuvoli: testimonianza, obbedienza ad amicizia sono le condizioni ineliminabili per l’educare ed il formarsi della personalità. In un Mondo educativo in cui  la sopravvalutazione delle metodologie e le sottovalutazioni delle qualità umane sono davanti agli occhi di tutti,  quale rapporto esiste tra autorità e libertà? La scuola deve essere innanzitutto dedita a far crescere l’intelligenza umana e a motivare gli allievi e tale motivazione può appunto avvenire solo se l’allievo è cosciente della libertà di esercitare le sue qualità. Come riferito nell’ultimo passo infatti, autorità e libertà si sostengono a vicenda non solo in una prospettiva educativa ma anche e soprattutto in una dimensione esistenziale. La libertà è si infatti la condizione più alta dell’umano a patto che essa sia moderata dall’autorità: solo in questo modo, essa finisce di essere puramente astratta e viene veicolata alla realizzazione del soggetto, quindi alla sua felicità. La persona è l’oggetto specifico della pedagogia, ma lo è proprio perché ne è il soggetto, e soprattutto persone si nasce e non si diventa: una condizione necessaria per considerare tutti gli esseri umani delle persone. Il punto cardine che qui Nuvoli vuole rimarcare, è l’originalità e l’unicità delle persone, motivo per il quale è impossibile rinchiudersi in gabbie schematiche o rigidi pregiudizi, solo un’azione di libertà può portare ad un intervento educativo veramente utile.