Gli studenti di tutta Italia sono in pieno fermento per l’avvio della Maturità 2017: la prima prova, quella del tema di italiano, è infatti fissata per il 21 giugno.

Oggi è previsto l’invio della lettera del Miur con la costituzione delle commissioni, ma ciò che interessa davvero i ragazzi è conoscere le tracce che sono già state stilate dal ministero dell’Istruzione circa due mesi fa: in una nota ufficiale queste erano state definite “belle e alla portata della preparazione degli studenti”, una descrizione che però lascia poco margine alle supposizioni.

Quello che sono certe, invece, sono le condizioni in cui si svolgeranno le prove: durata massima sei ore, con l’unico ausilio del vocabolario di lingua italiana, per quattro differenti tipologie di tracce.

Il premio Nobel conferito a Bob Dylan potrebbe aver aperto la strada all’analisi di una canzone, probabilmente un classico della musica italiana: i nomi più quotati in questo caso sono quelli di De André, Dalla e Tenco.

La morte di Dario Fo, in qualche modo speculare a quello di Umberto Eco (oggetto d’esame l’anno scorso), potrebbe dare luogo a una traccia sul premio Nobel italiano. Ma tra gli altri autori si fanno i nomi di Umberto Saba – sono passati 60 anni dalla morte – o di Luigi Pirandello, di cui si festeggia il 150esimo anniversario della nascita. Non è improbabile neanche un omaggio a Tullio De Mauro, il linguista scomparso di recente.

Tante le possibilità inerenti il saggio breve o l’articolo di giornale: i temi più scottanti sono quelli dell’Unione Europea, del terrorismo, della Brexit e dei 60 anni del Trattato di Roma, nonché quello dell’Aids, a 30 anni dalla creazione del primo farmaco atto a contrastare gli effetti dell’Hiv.

Per quanto riguarda il tema storico si punta molto sui 25 anni della Strage di Capace e di via D’Amelio, così come sul centenario della rotta di Caporetto. La traccia di attualità potrebbe invece vertere sulla tematica gender, sulla violenza sulle donne, sui recenti casi di cyberbullismo, ma anche di una figura come quella di don Milano, molto caro alla ministra Valeria Fedeli.