Non è necessario presentare una vera e proprie tesina all’Esame di Stato: se non si intende dedicarvi la giusta cura (e di conseguenza un tempo adeguato) si può optare per una mappa concettuale o una presentazione multimediale. La tesina consiste infatti in un elaborato più complesso, opportunamente strutturato sia sotto il profilo contenutistico che formale. In genere chi opta per tale soluzione è dunque spinto da un interesse particolare o da una forte passione personale.

Indicativamente, la tesina di Maturità dovrebbe essere composta di un numero di pagine non inferiore a 5, ma non superiore a 20. Durante il colloquio orale, il tempo per l’esposizione è infatti limitato e dilungandosi troppo si rischierebbe inoltre di annoiare la commissione.

La tesina deve avere: un argomento ben definito, determinato e circoscritto; un chiaro filo conduttore e una conclusione opportuna. Necessitando di una struttura complessa, la stesura di un buon elaborato si articolerà dunque in diverse fai:

1. Fase preparatoria: partendo dalle proprie attitudini e dai propri interessi, in questa prima fase è opportuno annotare i possibili spunti di riflessione o  motivi d’ispirazione per la nostra tesina. La ricerca può essere condotta anche al di fuori dell’ambito scolastico, ma è bene ricordare che solitamente il tema centrale deve collegarsi ad uno degli argomenti affrontati durante l’ultimo anno.

2. Scelta dell’argomento: dopo aver raccolto spunti a sufficienza, si può procedere con la scelta dell’argomento. Entrano qui in gioco diversi fattori: gusti personali, passioni, materie preferite o professore preferito. L’importante è che l’argomento scelto ci appassioni: lavorando su qualcosa a noi affine, saremo spinti ad approfondire, fare ricerca e a dare il meglio di noi. Il risultato finale rispecchierà la passione con cui ci abbiamo lavorato. Importante è però ricordare di scegliere quegli argomenti in cui riusciamo bene, in modo da evitare di trovarsi, durante l’esame orale, di fronte a domande a cui non si sa rispondere. Insomma, se la matematica proprio non è il nostro forte, per quanto possiamo esserne affascinati è meglio evitarla!

3. Scelta delle materie e schema di lavoro: il passo successivo consiste nello scegliere le materie da inserire e nell’organizzazione del lavoro. L’ideale sarebbe inserire 5 materie, massimo 6 (per non appesantire troppo l’elaborato) e partire trattando quelle in cui ci si sente più preparati, così che se la commissione dovesse interromperci prima della fine del discorso, il meglio l’avremo già dato. Per organizzare le materie e i singoli argomenti da trattare, si può procedere con uno schema iniziale di lavoro in cui inserire l’argomento generale ben in evidenza e far partire da esso tante frecce quante sono le materie collegate, sotto le quali scrivere il nome dell’autore prescelto o un titolo che richiami l’argomento. Si procede quindi alla raccolta del materiale.

4. Stesura della tesina: Inizia la fase pratica: la tesina deve essere strutturata bene, deve seguire un ordine preciso e, naturalmente, attenersi alle regole della lingua italiana. Per quanto breve, un elaborato scritto deve inoltre avere:

  • una COPERTINA: (la sola pagina che non deve essere numerata) in cui inserire nome e sede della scuola, anno scolastico, titolo ed eventuale sottotitolo, nome dell’autore e classe frequentata;
  • un INDICE: (la pagina 2 del lavoro, segue la copertina) nella fase iniziale del lavoro, l’indice coincide con la scaletta; alla fine dovrà invece contenere il titolo di tutti i capitoli prodotti e il numero della pagina di inizio;
  • una PREMESSA: (o prefazione dell’autore) che comunichi al lettore le finalità del lavoro e le motivazioni che hanno indotto alla sua realizzazione. Deve essere breve ma completa.
  • un’INTRODUZIONE: che presenti brevemente il lavoro svolto e spieghi sinteticamente il soggetto trattato;
  • un CORPO CENTRALE: diviso in capitoli e paragrafi, il contenuto deve essere esposto in modo chiaro e ordinato, cercando di evitare frasi troppo lunghe e complesse;
  • una CONCLUSIONE: una sorta di epilogo di tutto il lavoro, che riprenda un po’ l’argomento generale e le considerazioni cui siamo giunti;
  • una BIBLIOGRAFIA: che riporti le fonti e i testi che abbiamo consultato.

Importante è anche la scelta delle immagini: queste devono essere attinenti all’argomento trattato (in particolare l’immagine di copertina). Non dimentichiamoci infine di mettere i numeri alle pagine, inserire eventuali note e di scegliere un tipo di carattere chiaro e leggibile.

5. Revisione finale: terminata la stesura della tesina, è importante rileggerla per correggere eventuali errori. Molto utile è far leggere il nostro elaborato ad una terza persona, così da avere un parere esterno. A questo punto non resta che preparare un discorso da esporre in sede di esame, magari aiutandoci con una scaletta da seguire. L’esposizione dovrà essere sintetica e illustrare l’argomento generale secondo i punti che abbiamo analizzato.