Fa piacere mandare a fare…. gli inglesi, boriosi e coglioni”. Sono le parole che Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, ha pubblicato su Twitter alla fine della partita Inghilterra – Italia, vinta dalla nazionale azzurra.

È una frase che ha suscitato e sta suscitando molte polemiche e che si pone in aperto contrasto con lo spirito sportivo della competizione (basti fare il confronto con il portiere inglese Joe Hart, che dopo il fischio dell’arbitro ha fatto i complimenti al rivale Andrea Pirlo, autore di una punizione capolavoro).

Sul web ovviamente, come avviene sempre in questi casi, le reazioni si sono divise tra coloro che si sono presi gioco del politico, quelli che hanno rilevato l’assoluta inadeguatezza di una figura pubblica che si lascia andare a simile esternazioni, e chi ha difeso il tweet come il semplice sfogo di un tifoso. E c’è chi, come il nostro Iddio, ironicamente lo ringrazia. 

Dietrologie a parte, l’uso che Gasparri fa abitualmente del social network pare da sempre poco compatibile con il suo ruolo istituzionale e sopratutto con le sue precedenti mansioni di ministro delle Comunicazioni (2001-2005). Rispetto alla media dei suoi colleghi, va detto, la sua presenza su Twitter è assidua, e infatti non c’è messaggio cui il politico non risponda, sempre con toni ben poco diplomatici.

Quando si tratta di commenti negativi, poi, non manca mai l’insulto più o meno creativo: “dementi, imbecilli, basta con le droghe, sterco da discarica”. Un comportamento che poco ha a che vedere con il proverbiale aplomb britannico, che forse si descriverebbe efficacemente con l’aggettivo “borioso”. Gasparri riesce persino a offendere parti terze chiamate in causa per gioco. A chi gli propone un prossimo incarico agli Esteri risponde che ora come ora è un ruolo che può fare qualsiasi shampista, riferendosi a Federica Mogherini, attuale ministro.

Piccata, o davvero dettata dell’ignoranza, anche la replica al magazine Wired, che pubblica un articolo dal titolo “Togliete Twitter a Gasparri”: “Non so chi sia, per viltà come tanti si cela dietro l’anonimato. Serve nome e cognome per indicare a nettezza urbana”. E lo dice senza vergogna l’ex ministro alla Comunicazioni, che non ha cancellato nessuno dei tweet incriminati. D’altro canto il web per Gasparri è il luogo “dell’outing degli scemi che autocertificano la loro demenza”, in cui poter fare “un catalogo degli imbecilli”.