“Cacciato perché non faccio il Dudù di Renzi”, questo ha dichiarato il senatore dei Popolari per l’Italia Mario Mauro dopo essere stato sostituito in commissione Affari costituzionali dal suo collega di partito Lucio Romano. La decisione è stata presa dal suo stesso partito dopo una riunione al Senato, l’allontanamento di Mauro dalla commissione sarebbe stata decisa perché Romano è più affine alla posizione della maggioranza del gruppo.

Era da tempo che Mauro non condivideva la linea della maggioranza, da quando l’ex ministro della Difesa aveva votato l’ordine del giorno Calderoli sul Senato elettivo, risultando così decisivo per l’approvazione di quel testo, nonostante fosse in contrasto con il ddl presentato dal governo (che parlava di Senato non elettivo).

“io non mi fido di te”, gli avrebbe detto Casini. Mauro accusa Renzi di aver chiesto la sua testa, e Casini di avergliela portata: “Sostituzione? Io userei altri termini: rimozione, purga staliniana, imboscata fascista”, precisa l’ex ministro.

Mauro era assieme a Tajani uno dei politici più rappresentativi ai tempi dei governi di Silvio Berlusconi in Europa, poi nominato saggio dal presidente Giorgio Napolitano per le riforme costituzionali, quindi al Ministero della Difesa e infine, fino ad oggi, alla commissione Affari costituzionali.

La decisione di rimuoverlo per lui è “l’eliminazione di fatto una presenza critica in ordine al dibattito stesso”. Mauro continua ad accusare Casini della sua cacciata “si è prestato a vestire i panni di ‘Torquemada’”, aggiungendo: “Temevo già prima del voto delle europee che il voto ci consegnasse un Pd forte, molto forte, ma incapace di un gioco di squadra. Renzi chiede, Casini esegue, come si evince dal fatto che già questa mattina il sottosegretario Graziano Delrio aveva anticipato a membri del mio gruppo il contenuto di questa imboscata parlamentare. Che grave errore da parte del governo pretendere l’uniformità di opinioni, su una materia delicata come quella costituzionale. Che grave errore per quello che poteva essere il governo della speranza trasformarsi in un soviet da quattro soldi”.

Solidarietà a Mauro dal centrodestra.