Un giro di mazzette per appalti sui campi rom, arresti e numerose perquisizioni in queste ore a Roma. Una maxi inchiesta della Procura che coinvolgerebbe alcuni imprenditori legati alla gestione di cooperative oltre a dipendenti del comune di Roma in servizio al Dipartimento delle politiche sociali e della salute. I reati contestati dal gip Flavia Costantini – che ha accolto le richieste dei pm Maria Letizia Golfieri, Carlo Lasperanza, Edoardo De Santis e Luca Tescaroli, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo – sono corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta.

Nessun collegamento con Mafia Capitale

Un terremoto giudiziario – coordinato dai Carabinieri della compagnia di Roma Eur – che, tuttavia, non avrebbe alcun collegamento con l’inchiesta su Mafia Capitale e che, invece, si concentrerebbe esclusivamente sulla gestione dei campi rom sul territorio romano in relazione a fatti avvenuti tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2014.

Arresti e perquisizioni a Roma

Quattro le persone finite in carcere: si tratta di Roberto Chierici e Massimo Colangelo, entrambi rappresentanti di alcune cooperative, di Loris Talone, imprenditore e assessore all’Agricoltura al Comune di Artena e di Salvatore Di Maggio, presidente del Consorzio “Alberto Bastiani Onlus”. Ai domiciliari, invece, sono finiti Eliseo De Luca, un vigile urbano dipendente del Dipartimento incriminato, e Alessandra Morgillo, dipendente comunale. La misura interdittiva, invece, è stata applicata a carico di Vito Fulco, un funzionario del Comune.