Marco Baldini ancora una volta nei guai. L’ex braccio destro di Fiorello sarebbe stato accusato di aver pagato alcune “mazzette” a cancellieri e dipendenti della agenzie private per farsi cancellare dalla lista dell’ufficio protesti del Tribunale Fallimentare. Nell’inchiesta sarebbero finiti assieme a lui altre 400 persone tra cui anche il faccendiere Flavio Carboni.

Secondo l’accusa, grazia al pagamento di bustarelle comprese tra i 50 e i 500 euro, gli indagati si sarebbero “riabilitati” grazie alla falsificazione dei documenti.

A distanza di oltre dieci anni dai fatti, nella giornata di ieri sono arrivate le condanne in primo grado per i titolari delle società che avrebbero ripulito lo storico dei falliti. Le pene inflitte variano dal falso alla corruzione e la loro somma arriva ai 43 anni e nove mesi di carcere a seconda delle posizioni.

Una parte del procedimento guidato dal pm Luca Tescaroli riguarderà anche i 400 beneficiari che hanno pagato le mazzette e i dipendenti del Tribunale Fallimentare che sono ancora sotto inchiesta.

L’ideatore di tutto si chiama Giuseppe Malizia che è stato condannato a 6 anni e 6 mesi per corruzione oltre a un anno in una casa lavoro una volta che sarà uscito dal carcere.

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