Medici Senza Frontiere lancia l’allarme contro la virulenta diffusione della Tubercolosi multi-resistente, una delle malattie infettive più antiche, eppure ancora presente in quantità elevata soprattutto nei Paesi in via di sviluppo (nei quali si concentra circa l’80% dei casi totali). Una circostanza che impone l’immediata estensione di esami e cure ad hoc.

In occasione della 43a Conferenza annuale dell’Unione Mondiale per la Salute Polmonare in corso a Kuala Lumpur, l’Associazione ha presentato i risultati dell’implementazione su larga scala dell’ Xpert MTB/RIF: un nuovo test rapido per la diagnosi della malattia, capace in sole due ore di dare un esito, e di determinare anche se il ceppo di microbatteri dal quale ha origine la TBC è resistente alla rifampicina, uno dei farmaci principalmente utilizzati per la guarigione.

“Questo nuovo test diagnostico – spiega Helen Bygrave, medico specialista in HIV/TB per MSF in Sudafrica – aiuta a rivelare la vera misura dell’epidemia di TBC multi-resistente e a velocizzare l’inizio dei trattamenti. Ciononostante, sia i pazienti sia i medici hanno ancora difficoltà con i trattamenti lunghi e dolorosi per la TBC multi-resistente, che tra l’altro sono efficaci solamente per una persona su due”.

Oltre a rendere il test più accessibile in larga scala, l’impegno di MSF è adesso quello di individuare modelli di trattamento in grado di destabilizzare meno il paziente che, nei due anni canonici di cura, deve fronteggiare numerosi effetti collaterali quali forti e persistenti nausee, psicosi e nei casi peggiori anche sordità. La fiducia è riposta in due nuovi medicinali che entreranno in commercio nel 2013 auspicando la diffusione a costi ridotti, minor tempo di trattamento e una maggiore tollerabilità all’assunzione.

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