La Ong Medici Senza Frontiere ha deciso di sospendere le attività di soccorso ai migranti davanti le coste della Libia, la comunicazione ufficiale della decisione avviene attraverso i profili social dell’organizzazione umanitaria che già nelle scorse settimane aveva deciso di non firmare il codice di condotta proposto dal Ministero dell’Interno Italiano per il salvataggio nel Mediterraneo. Medici Senza Frontiere sospende “temporaneamente” l’attività davanti alla Libia poiché si è voluta istituire una zona Sar, “limitando l’accesso delle Ong in acque internazionali” e ad un “rischio sicurezza” segnalato dal Mrcc “dovuto a minacce della guardia costiera libica”. Medici Senza Frontiere quindi fermeranno le attività della nave Vos Prudence mentre “l’équipe medica di Msf continuerà a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranee”.

Il presidente di Medici Senza Frontiere Italia De Filippi, intervistato da Repubblica, spiega: “I recenti sviluppi nel Mediterraneo mostrano che il codice di condotta è parte di un disegno più ampio che intende sigillare la costa libica e intrappolare migranti e rifugiati in Libia, gettando via la chiave. Queste azioni stanno chiaramente dimostrando la vera ambizione delle autorità italiane ed europee: limitare l’attività degli attori di ricerca e soccorso indipendenti e concentrare tutti gli sforzi nel riportare le persone in Libia. Per questi motivi Msf rimane ferma nella propria convinzione di non poter firmare il Codice”. 

Riguardo proprio alla firma del Codice di Condotta dice: ”Rispetto alla decisione di Sos Mediterranee di firmare il codice, stiamo discutendo la nostra partnership con l’organizzazione. Al momento la nave Aquarius, gestita in collaborazione con Msf, sta navigando in acque internazionali dove continua a portare avanti le proprie attività di pattugliamento e ricerca e soccorso”