Il Mein Kampf, la Bibbia nazista, il manifesto con il quale Adolf Hitler presentò al mondo il suo folle proposito ben prima di intraprenderlo, verrà ristampato in Germania per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La Baviera, che deteneva i copyright dell’opera, ne aveva finora bloccato ogni tentativo di ripubblicazione; ma, come racconta il Washington Post, questi diritti sono scaduti lo scorso dicembre. E così l’Istituto di Storia Contemporanea di Monaco di Baviera ha potuto iniziare la produzione della nuova edizione, che verrà presumibilmente pubblicata all’inizio del 2016.

Il Mein Kampf originale

Scritto da Hitler durante il periodo di prigionia in seguito al Putsch di Monaco, nel novembre del 1923, e pubblicato in due volumi tra il 1925 e il 2916, il Mein Kampf (“La mia battaglia”) in realtà non fu mai vietato nella Germania postbellica, solo la sua ristampa lo fu. Dei 10-15 milioni di copie presenti nel territorio del Reich durante il regime nazista, si pensa ne sopravvivano diverse migliaia, reperibili talvolta nei negozi di antiquariato o nelle biblioteche come quella dell’Istituto di Storia Contemporanea, ma non disponibili al pubblico per scopi non accademici.

Lo stesso Istituto ha inteso sottolineare l’importanza del Mein Kampf come documento storico e strumento didattico, assicurando che la nuova ristampa non sarà una sorta di guida per giovani nazisti (cosa vera per le edizioni del Mein Kampf reperibili all’estero), ma un ampio volume accademico di oltre 2000 pagine, in cui il testo originale rappresenterà soltanto una parte limitata rispetto alle analisi degli storici contemporanei. “Capisco che a qualcuno possa dar fastidio quando un libro simile, che ha giocato un ruolo così tragico nella storia, torni nuovamente a disposizione del pubblico“, ha spiegato Magnus Brechtken, direttore dell’Istituto.  ”Tuttavia, credo che sia uno strumento utile dal punto di vista didattico, e anche per impedire che tutto ciò possa accadere di nuovo”. Ma, nonostante tutte queste belle parole, la polemica è inevitabilmente esplosa.

D’altra parte, questi sono tempi in cui il sentimento antisemita in Europa sta conoscendo un’inquietante rinascita, anche attraverso movimenti come Alba Dorata. Immancabili, poi, le reazioni della comunità ebraica, facilmente irritabile di suo, figuriamoci in circostanze del genere: “Sono assolutamente contrario alla riedizione del Mein Kampf, anche coi commenti e con le analisi“, ha sbottato Levi Salomon, portavoce del Forum Ebraico di Berlino. “Come si può analizzare il Diavolo? Come si può analizzare una persona come Hitler? Questo libro va al di là dell’umana comprensione“.

L’Istituto di Storia Contemporanea, peraltro, è finanziato interamente da fondi pubblici, ovvero dai soldi dei contribuenti, il che non fa che accrescere l’idea di un’operazione quantomeno inopportuna, soprattutto in un momento storico in cui il ruolo egemonico della Germania in Europa sta facendo aleggiare nuovamente antichi fantasmi.