Svolta sul caso Melania Rea. Secondo una nuova perizia della difesa di Salvatore Parolisi che ricordiamo è stato condannato a 30 anni in appello per l’omicidio della moglie, sul luogo del delitto a Civitella del Tronto (Teramo) fu isolata l’impronta di una scarpa insanguinata.

La corte d’Appello però ritenne che era impossibile risalire al modello di scarpa indossata da Parolisi il giorno dell’omicidio e quindi non gli venne attribuita alcuna importanza.

Ma secondo la nuova perizia degli avvocati, pare invece che l’impronta non riconduca ne alle scarpe indossate da Melania Rea ne a nessuno degli altri soggetti che sono passati sulla scena del delitto. Tale impronta potrebbe portare all’identificazione -secondo quanto affermato da Nicodemo Gentile, legale del caporalmaggiore- ad una persona che non potrebbe essere Parolisi.

Secondo i risultati preliminari le dimensioni della scarpa sono piccole, un numero non superiore al 40 mentre il marito di Melania Rea calza il 43. Ciò potrebbe portare alla revisione anche parziale del processo. Parolisi si è sempre dichiarato innocente.