Botta e risposta tra Giorgia Meloni e l’ex-sindaco di Roma Gianni Alemanno sulla gestione della Capitale negli anni in cui era guidata da una giunta di centro-destra. Tutto è iniziato con la leader di Fratelli d’Italia che non è stata tenera nel valutare l’operato di Gianni Alemanno quando ha ricoperto la carica di sindaco della Capitale durante la trasmissione “L’intervista di Maria Latella” su Skytg24.

La leader di Fratelli d’Italia non fa “il giudice o il carabiniere. Per accertare le responsabilità penali di Alemanno servirà una sentenza di condanna passata in giudicato per dichiararlo definitivamente colpevole. Fino a quel momento speriamo e crediamo che lui possa dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati“. Altra cosa è il giudizio politico sulla passata amministrazione di centro-destra: “Alemanno non ha fatto bene il sindaco, e di questo se ne sono accorti tutti i romani, altrimenti non sarebbe stato mandato a casa dopo il primo mandato“. La sua colpa è quella di “non aver saputo rappresentare quella discontinuità che gli veniva chiesta rispetto a un sistema che non si è inventato Alemanno“.

Giorgia Meloni riserva qualche attacco anche all’Amministrazione Marino: “la cooperativa 29 Giugno, quindi la cooperativa di Buzzi, è una cooperativa perfettamente inserita nel contesto della sinistra italiana e romana, che lavorava con il Comune di Roma ben prima di Alemanno e che ha continuato a lavorare dopo Alemanno molto meglio di come lavorasse con Alemanno. Nei primi tre mesi della giunta Marino, di quel Marino che si è sempre detto il ‘moralizzatore’, il Comune di Roma ha aumentato gli affidamenti diretti alle cooperative di Buzzi del 77%“.

Sul Giubileo la Meloni non cerca di mostrare un ottimismo di facciato, e dice “Speriamo che Roma ce la faccia, dipende da quello che accadrà nei prossimi mesi. Spero tutti facciano la propria parte“. Sulla sua candidatura al Campidoglio si mostra possibilista: “io voglio vincere le prossime elezioni amministrative, non solo a Roma. Penso si possa vincere anche per ridare una dignità a città che sono state devastate dalle giunte di centrosinistra e quindi non escludo nessuna possibilità, vediamo qual è l’ipotesi più competitiva per vincere. Perché io penso che se Renzi perde le elezioni amministrative deve andare a casa“. Il lavoro da fare per il prossimo sindaco sarà comunque immane, perché “il livello di corruzione e corruttela di Roma è così diffuso e ampio che bisogna ricominciare da capo“.

A Gianni Alemanno non sono piaciute le parole della sua ex-compagna di partito e per questo ha subito replicato alla Meloni: “Voglio ricordarle che fino all’ultimo giorno della mia amministrazione ne ha fatto parte con numerosi esponenti di Fratelli d’Italia: un assessore con deleghe molto importanti, il presidente di Ama, l’amministratore delegato di Risorse per Roma e, fino a qualche tempo prima, anche il presidente di Atac insieme a tanti altri“.

L’ex-sindaco della Capitale ha poi proseguito affermando che “nell’elezione del 2013 la lista di Fdi col mio nome cubitale scritto nel simbolo era schierata nella mia coalizione ottenendo peraltro un buon risultato. Quindi, se ho amministrato male, lei e il suo gruppo dirigente se ne sono accorti solo il giorno dopo oppure hanno preferito continuare a occupare poltrone importanti fino all’ultimo momento“.

Agli esponenti di Fratelli d’Italia che hanno governato Roma con Alemanno “non viene mosso nessun addebito giudiziario“, “ma dal punto di vista politico è sbagliato e ingiustificabile” conclude “esibire verginità sparando contro tutta la nostra esperienza amministrativa di cui si è stata parte integrante“.