Una donna di 45 anni è morta dopo essere stata ricoverata nella mattinata di oggi presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, dove era subito stato diagnosticato il caso di meningite.

Le condizioni della donna, che non si era sottoposta alla vaccinazione, erano apparse gravissime sin dalla prima visita dei medici, e le successive analisi avevano confermato che a causarne la morte è stata una sepsi da meningocco di tipo C.

Come negli altri casi avvenuti negli ultimi mesi, anche questa volta le autorità mediche si sono preoccupate di ricostruire gli spostamenti e le frequentazioni della vittima, elementi base dell’indagine epidemiologica di rito avente come finalità ultima la profilassi di tutte le persone venute a contatto con la donna, residente a Firenze.

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi ha cercato di placare i timori della popolazione, ricordando la necessità della vaccinazione e parlando di una diminuzione relativa dei casi di infezione: “Al momento rileviamo dei casi sporadici ed il trend è in rallentamento, ma finché tutta la popolazione della Toscana residente nelle aree più colpite non si sarà vaccinata contro il meningococco C, ci saranno comunque dei rischi.”

Secondo il dirigente il caso della donna morta non che “un’ulteriore conferma della necessità della strategia già adottata dalla Toscana, con Iss e ministero della Salute, di vaccinare estensivamente innanzitutto tutti i residenti nelle zone più a rischio per i focolai già registrati”.

Sono ormai due anni che la Toscana è interessata da un’epidemia di meningite che sembra essere in grado di fermare, nonostante l’ampia campagna preventiva effettuata a favore della vaccinazione, cui ha aderito quasi un terzo della popolazione. Nonostante ciò i casi rilevati nel 2016 sono molto vicini agli analoghi registrati nel 2015.

Il sottotipo St11 del meningococco C, arrivato in Toscana presumibilmente nel 2012, ha già colpito negli ultimi anni sia il Regno Unito che la Francia: molto potente, è in grado di resistere anche alla vaccinazione, come hanno dimostrato 11 dei 57 pazienti colpiti nella regione.