È quanto emerge dal Rapporto Nomisma sull’andamento del mercato del mattone.

In uno scenario economico quanto mai incerto le famiglie italiane stanno vivendo un momento di riflessione sull’opportunità di comprare la casa adesso o rimandare l’acquisto a tempi più favorevoli. Ed ecco perché ad un’offerta in crescita delle abitazioni si contrappone una domanda in calo, anche a causa della difficoltà di accesso al mutuo, soprattutto per i giovani.

A risentire della crisi finanziaria in atto è il volume delle compravendite, che secondo le previsioni potrebbe addirittura scendere ancora a fine anno e in tutto il 2012 fino al 2014, quando secondo il recente Rapporto Immobiliare di Nomisma si potrà registrare una ripresa. Si allungano di conseguenza i tempi di vendita e chi vuole vendere la casa in tempi brevi deve chiedere prezzi sempre più flessibili.

Una situazione generale che interessa tutto il nostro Paese, come peraltro conferma Nomisma, che ha monitorato i 13 maggiori mercati italiani, rilevando che nel semestre che volge al termine i maggiori sconti (rispetto allo stesso periodo 2010) sono stati praticati a Padova, Catania e Milano, sconti che sono aumentati di oltre un punto percentuale rispetto al passato.

Per quanto riguarda il futuro delle quotazioni del mattone residenziale, nel 2012 le città che vedranno i prezzi sotto pressione saranno soprattutto Firenze e Bologna, mentre a Roma, Torino, Bari e Milano i valori potrebbero registrare un lieve incremento. Solo nel 2014 si potrà parlare di ripresa nella maggioranza delle 13 città, ma i valori scenderanno ancora a Firenze e Catania.

A peggiorare la già critica situazione del mercato residenziale è anche il calo di interesse degli investitori stranieri per il mercato immobiliare italiano in generale, ma soprattutto il difficile accesso al mercato dei mutui e la pressione fiscale sugli immobili, divenuta più pesante con il ritorno dell’Ici, la patrimoniale, l’Iva sulle case di lusso e sugli immobili strumentali.

”Al tutto aggiungiamo il fatto che, in realtà, l’Italia è diventata il bersaglio ideale di un attacco rivolto alla moneta unica, la cui capacità di tenuta non è certo favorita dall’atteggiamento opportunistico che i principali partner europei hanno manifestato in questi mesi” (ultimo Rapporto Nomisma 2011). E questo ha anche contribuito a deprimere il nostro mercato del mattone.