Si è laureato con 110 e lode Rudy Guede, l’ivoriano accusato dell’omicidio di Meredith Kercher. In 40 minuti Guede ha discusso la tesi su “Storia e mass media. I mezzi e i luoghi della divulgazione storica” davanti al personale del carcere, ai volontari di Gavac, ad Arci e al Centro per gli Studi Criminologici di Viterbo. Guede, poco tempo fa, aveva rilasciato un’intervista alla giornalista tv Franca Leosini per il programma “Storie maledette” dichiarandosi estraneo ai fatti e gridando la sua innocenza.

Poi la proclamazione. Rudy Guede, condannato a 16 anni di reclusione per la morte di Meredith Kercher, l’unico ad essere stato condannato (gli altri due, Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti dopo un lungo e tortuoso processo giudiziario, ndr), si è laureato con 110 e lode in Scienze storiche del territorio e della cooperazione internazionale presso l’Università di Roma Tre. Sono stati anni durissimi per Guede che, in carcere, ha deciso di studiare, di laurearsi, di dare un senso alla sua vita dietro le sbarre.

La discussione della sua tesi di laurea è avvenuta proprio nel carcere Mammagialla di Viterbo in cui è rinchiuso: lì dovrà scontare i 16 anni di reclusione che i giudici gli hanno inflitto con il rito abbreviato scelto da Guede. Quest’ultimo ha già fatto sapere che i iscriverà preso al corso di laurea magistrale in Storia ed ambiente, sempre all’Università di Roma Tre. Alla seduta di laurea erano presenti anche Claudio Mariani, noto criminologo e coordinatore del gruppo per la riabilitazione a da sempre a sostegno dell’innocenza di Rudy Guede oltre alla tutor Cristiana Cardinali. Poco tempo fa Guede, per circa 36 ore,  aveva lasciato il carcere di Viterbo grazie ad un permesso premio.

Prima di laurearsi, l’ivoriano si è diplomato all’Istituto di Scienze Pedagogiche e Sociali mentre, prima dell’omicidio di Perugia, aveva frequentato sia l’Istituto alberghiero sia Ragioneria senza, però, conseguire alcun titolo. “Oggi è una giornata importantissima per la mia vita” ha fatto sapere Guede tramite il suo portavoce Daniele Camilli. “Studiare e scrivere la tesi è stato come andare a ritroso nel tempo, come fa l’astronomo con le stelle, e scoprire l’uomo come motore della storia, la sua infanzia nel tempo e nello spazio. Un’infanzia che, come scriverebbe Sant’Agostino, è in un tempo passato che non è più, ma quando la rievoco e ne parlo, vedo la sua immagine nel tempo presente poiché sussiste ancora nella mia anima” ha aggiunto.

Guede, seppur condannato dai giudici italiani, non ha mai confessato di aver preso parte a quel terribile omicidio: “In quella casa c’ero ma non ho ucciso Meredith. Anche se ho il rammarico di non averla soccorsa quando la trovai ferita” ha fatto sapere l’ivoriano.