Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e dalla Dia di Catania ha provveduto oggi a sequestrare circa 10 milioni di euro in beni immobiliari che avrebbero dovuto ospitare la storica clinica di Messina, Villa Cappellani.

La struttura, sita in viale Regina Elena, è stata realizzata dalla Immobiliare Cappellani srl e viene gestita dal gruppo nazionale Giomi, risultati però estranei alle indagini. A motivare l’operazione un tentativo di riciclaggio di svariati milioni di euro da parte di Dino e Aldo Cuzzocrea, imprenditori del Messinese finiti al centro dell’inchiesta portata avanti dal procuratore Maurizio de Lucia, della Direzione distrettuale antimafia.

I reati contestati ai due indagati sono riciclaggio e intestazione fittizia di beni: secondo i documenti acquisiti dalla Dda, la coppia si sarebbe avvalsa di una serie di prestanome per portare avanti operazioni immobiliari ed entrare in possesso del grande complesso che avrebbe dovuto ospitare la clinica.

Le indagini hanno coinvolto anche Antonio Di Prima, farmacista, e Dario Zaccone, in passato revisore dei conti per il Comune, nonché commercialista di Francantonio Genovese, ex deputato, destinatario di una condanna a 11 anni per i corsi “d’oro” di formazione professionale.

Ad avviare l’inchiesta la Banca d’Italia, che si è avveduta di operazioni sospette concernenti capitali rientrati in Italia tramite lo scudo fiscale: il denaro veniva fatto girare prima in Lussemburgo per poi farlo rientrare in Italia, tramite alcune società che venivano costituite per l’occasione.